• Articolo Padova, 12 ottobre 2011
  • Nelle regioni settentrionali c’è la maggiore capacità installata

    Biomasse: un salvadanaio di emissioni e denaro

  • Al convegno di oggi, a Padova, si è discusso sul futuro delle agroenergie in Italia, una fonte strategica per raggiungere gli obiettivi europei

(Rinnovabili.it) – Il 12% della produzione elettrica da rinnovabili (il 2,7% di quella complessiva) è attribuibile al contributo di una fonte di energia che, se sostenuta, può aiutare il nostro Paese nel raggiungimento degli obiettivi europei in termini di consumi finali di energia soddisfatti da FER: le biomasse. Di questo contributo si è discusso oggi nell’ambito del convegno “Biomasse: l’energia della tradizione che guarda al futuro”, organizzato a Padova per delineare il futuro sviluppo di questa fonte di energia in Italia. Secondo quanto riportato dalla relazione sul convegno diffusa dall’AGI, i benefici che possono derivare dallo sviluppo delle agroenergie in Italia sarebbero notevoli: gli esperti che hanno preso parte al dibattito, infatti, si dicono convinti che nei prossimi 10 anni le biomasse saranno capaci di far risparmiare non solo l’immissione in atmosfera di 280 tonnellate di CO2, ma anche 20 miliardi di euro. In Italia, sono le regioni settentrionali ad avere la maggiore capacità installata (circa il 55%); in particolare per il Veneto, che è la quinta regione italiana per potenza installata (6,1% grazie a 71 impianti), esse costituiscono una grande opportunità. Oltre ai benefici ambientali, le biomasse producono anche indotto e occupazione e sono in grado di generare importanti esternalità positive. Quello di cui hanno ancora bisogno sono scelte politiche consapevoli e criteri autorizzativi in armonia fra di loro, al fine di stimolare un’aggregazione dei soggetti imprenditoriali che operano in contesti agricoli simili.