• Articolo Roma, 15 dicembre 2011
  • Presentato il lavoro svolto da Co.Agr.Energy e il rapporto Nomisma

    Confagricoltura: servono nuovi incentivi per le bioenergie

  • Secondo il Consorzio gli obiettivi 2020 devono essere ritoccati con la revisione del PAN. L’agricoltura potrebbe contribuire con 3 punti percentuali sui 17 assegnatici dall’Ue

(Rinnovabili.it) – Premiare l’agricoltura virtuosa e sviluppare l’economia sostenibile con un sistema di incentivi dedicato alle fonti agro-energetiche. Questa la richiesta avanzata da Confagricoltura in occasione della giornata di presentazione di Co.Agr.Energy, il consorzio per lo sviluppo del settore bioenergetico. “Per dare un futuro alle agroenergie nel nostro Paese – spiega il consorzio – occorre arrivare in tempi brevi ad un nuovo sistema di incentivi che garantisca il raggiungimento degli obiettivi fissati per il biogas e le biomasse. Per il biogas, probabilmente, gli obiettivi fissati al 2020 a 1200 MW devono essere ritoccati con la revisione del Piano di azione sulle energie rinnovabili. Per il biogas agricolo occorre assicurare almeno 1000 MW. In tale contesto è sempre più indispensabile disporre di un piano energetico, ed in particolare nazionale, la cui emanazione è prevista da più di 4 anni”.

In questo contesto s’inseriscono lo studio di settore presentato durante l’incontro: il rapporto Nomisma sull’agricoltura italiana “La sfida delle bioenergie – tendenze e scenari per le energie rinnovabili in agricoltura”. L’analisi costi-benefici effettuata da Nomisma sulle filiere bioenergetiche elettriche ed i diversi regimi di sostegno esistenti in Europa dimostra che il livello di incentivazione attualmente offerto dalla Tariffa Onnicomprensiva è congruo alla rischiosità dell’investimento. L’agricoltura – evidenzia il rapporto – potrebbe raggiungere una sorta di “autosufficienza energetica”, arrivando a produrre più di quanto consuma e contando nei consumi finali nazionali per il 3%, ma solo a patto che il settore riesca a mettere a frutto almeno il 50% del proprio potenziale agro energetico. “Tale contributo rappresenterebbe quasi il 20% (3 punti percentuali su 17) dell’obiettivo assegnatoci dall’Ue”.

Per venire incontro al settore promuovendo formazione, assistenza tecnica e ricerca, è stato lanciato dalla Confederazione Co.Agr.Energy. Le attività del consorzio si dedicano al sostegno di quelle aziende che, alla naturale vocazione agroalimentare, decidono di affiancare quella energetica; progetto di filiera nazionale attuato da Co.Agr.Energy, dal 2007 ad oggi, ha permesso la realizzazione di otto impianti a biogas in altrettante aziende agricole di Piemonte, Lombardia, Toscana, Umbria e Puglia, per un totale di 25 milioni di euro di investimenti, sui 36 stanziati. A breve è prevista l’apertura del cantiere dell’ultimo degli impianti in programma, in Veneto.