• Articolo Roma, 13 marzo 2018
  • Associazioni: subito decreto FER anche per biomasse e altri esclusi

  • Il Coordinamento Free chiede di mettere “tempestivamente a punto il decreto relativo a biomasse, biogas, eolico off-shore, geotermia innovativa, solare termodinamico”

decreto fer

 

 

 

Decreto Fer elettriche: le modifiche suggerite dalle associazioni rinnovabili

(Rinnovabili.it) – È basta una rapida occhiata al nuovo decreto fer per capire la nuova piega nelle politiche di supporto alle rinnovabili (leggi anche Il testo del Decreto rinnovabili elettriche, spazio anche al fv). Il provvedimento ha inaspettatamente spalancato le braccia al fotovoltaico, grande escluso dagli incentivi dopo la fine del Conto Energia, ma ha anche messo alla porta una serie di tecnologie, le cui misure di sostegno sono rimandate a un successivo provvedimento. Parliamo degli impianti a biomasse, dell’eolico offshore, del solare termodinamico e dalla cosiddetta geotermia avanzata. Per loro il Coordinamento Free, che raccoglie più di venti associazioni che rappresentano il settore delle rinnovabili italiane, chiede di realizzare rapidamente un nuovo intervento. Attraverso una breve nota stampa il gruppo ha presentato una serie di proposte preliminari da attuare in questo particolare momento di interregno, a partire ovviamente dalla richiesta di mettere “tempestivamente a punto il decreto relativo a biomasse, biogas, eolico off-shore, geotermia innovativa, solare termodinamico”.

 

In realtà, per alcune di queste tecnologie non è difficile capire la “volontà di prender tempo”, vista la difficoltà realizzativa che le accompagna. Il riferimento è quello a eolico in mare e termodinamico, impelagati in questi anni in una serie di travagliate vicende autoritorizzative e battaglie legali che hanno ritardato (ma la parola giusta sarebbe “bloccato”) lo sviluppo di entrambi i comparti. Basti pensare al progetto di Beleolico, che prevede dieci turbine a largo della costa di Taranto: le prime procedure sono state avviate nel 2010 ma per ora è ancora un nulla di fatto. I numerosi ricorsi amministrativi lo hanno rallentato al punto da costringere la società a chiedere, lo scorso dicembre, una proroga dei termini di validità del decreto di compatibilità ambientale. Una sorte non troppo dissimile l’ha subita il solare termodinamico italiano (Leggi anche Solare termodinamico in Sardegna, il Governo cancella l’impianto).

 

Le altre proposte del Coordinamento Free entrano nel merito dell’attuale decreto fer elettriche puntando il dito su uno dei punti più delicati e al tempo stesso innovativi del provvedimento: le aste tecnologicamente neutre. Le associazioni chiedono, infatti, gare separate per eolico e fotovoltaico “per consentire una programmazione degli investimenti in grado di consentire un’ulteriore riduzione dei costi”.

Il Coordinamento propone anche che le misure per i rifacimenti totali o parziali si applichino anche agli impianti che non hanno aderito allo spalma-incentivi, che la realizzazione degli impianti su siti contaminati sia condizionata a preventive opere di bonifica e che vengano chiariti criteri per la partecipazione degli impianti ubicati in Stati membri; partecipazione che “deve comunque sottostare a un accordo di libero scambio”.

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