• Articolo Roma, 25 febbraio 2019
  • Rinnovabili: nel DM Fer2 incentivi anche alle biomasse

  • Galli: “Si è ritenuto rinviare a un secondo e specifico decreto, in fase di completamento, la valutazione del sostegno alle fonti più innovative e costose”

dm fer2 biomasse

 

Nel testo del DM Fer 2 faranno capolino solo le biomasse classificabili come scarti e sottoprodotti

(Rinnovabili.it) – Il DM Fer2 contenente i nuovi incentivi alle fonti rinnovabili italiane? È in dirittura d’arrivo. A confermarlo è il sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico Dario Galli, rispondendo ad un’interrogazione parlamentare. All’inizio di febbraio, i deputati Squeri e Barelli avevano chiesto al MiSE se ritenesse opportuno rivalutare la possibilità d’incentivazioni per l’utilizzo delle biomasse a fini energetici, soprattutto termici, tra le grandi escluse, assieme alla geotermia, dal primo DM Fer 1. Una scelta che il governo aveva motivato con la volontà di supportare, in un primo momento, le tecnologie più mature, con un basso livello di costi e in grado di compere sul fronte della neutralità tecnologica (leggi anche Crippa rassicura il settore della geotermia: Incentivi nel decreto FER2).

 

Biomasse dimenticate, dunque? Assolutamente no. L’interrogazione chiedeva di tenere in considerazione soprattutto l’enorme disponibilità di scarti agro energetici, provenienti dai settori alimentare e industriale, “che oggi costituiscono un costo di smaltimento, oltre all’emissione di CO2 dovuta dalla loro fermentazione”. E saranno proprio questi i co-destinatari del nuovo round di incentivi, come spiega lo stesso Galli.

 

La mancata considerazione delle biomasse nel DM Fer1 discende dal fatto che si è inteso, con tale decreto, promuovere le sole fonti più mature e vicine alla competitività – scrive il Sottosegretario al MiSE nella risposta all’interrogazione – Si è ritenuto rinviare a un secondo e specifico decreto, in fase di completamento, la valutazione del sostegno alle fonti più innovative e costose, tra le quali, appunto le biomasse classificabili come scarti e sottoprodotti”. 
“Sotto questo aspetto – aggiunge Galli – potranno essere presi in considerazione gli impianti con dimensioni e caratteristiche funzionali alle esigenze delle aziende del settore agroindustriale e forestale, e con tariffe che considerino quanto si è inteso segnalare, in considerazione che il mancato uso energetico degli scarti e sottoprodotti costituisce per le aziende un costo, da valutarsi in fase di dimensionamento delle tariffe incentivanti”.

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