• Articolo Roma, 29 maggio 2015
  • Energia dalle potature urbane, arriva il via libera

  • In dirittura d’arrivo il “Decreto Sottoprodotti”, provvedimento che definisce le condizioni in base alle quali una sostanza residuale viene classificata come sottoprodotto

Energia dalle potature urbane, arriva il via libera

 

(Rinnovabili.it) – Finalmente qualcosa potrebbe essersi sbloccato sul fronte del recupero energetico degli sfalci di parchi e viali cittadini. Ne dà notizia la Fiper, la Federazione italiana produttori di energia rinnovabili, pubblicando il contenuto di una lettera inviatagli dal ministero dell’Ambiente. Nella missiva, redatta della Direzione generale per i rifiuti e l’inquinamento del dicastero, viene annunciato il via libera alla produzione di energia dalle potature urbane, contenuto nel famoso “Decreto Sottoprodotti“. Il provvedimento è molto atteso dagli operatori, perché vengono definite le condizioni in base alle quali una sostanza residuale viene classificata come sottoprodotto, con la possibilità, quindi, di essere gestita al di fuori della normativa rifiuti, nel rispetto dell’ambiente e della salute umana.

 

La notizia, rivelata dalla Federazione in anteprima all’Adnkrons, arriva dopo quattro anni di intensa mobilitazione della stessa Fiper per la rivalutazione energetica degli scarti del verde pubblico. Oggi per questa tipologia di scarto c’è ancora un destino infelice e insostenibile: le potature finiscono in discarica o all’inceneritore, e utilizzarle in maniera differente significa per la legge italiana “smaltire rifiuti in maniera illegale”. Un paradosso che costa agli enti locali diverse centinaia di milioni di euro all’anno.

 

Trattare le potature come una risorsa piuttosto che come un rifiuto è oggi quanto mai essenziale affinché i Comuni possano trasformare un costo di smaltimento in un’entrata economica. “Da costo diventerebbero una risorsa – spiega Righini, presidente Fiper – e il Comune invece di spendere dai 5 ai 7 euro al quintale di costo di smaltimento potrebbe recuperare 2-3 euro al quintale conferendolo alle centrali di teleriscaldamento e producendo calore”. Inoltre la gestione sistematica degli scarti del verde urbano a fini energetici rappresenterebbe una modalità di controllo attivo del verde pubblico. A dimostrare, se ce ne fosse ancora bisogno, quanto possa convenire una simile soluzione è il progetto siciliano Vienergy. Finanziato con i fondi del programma operativo Italia Malta 2007-2013 il progetto ha confermato, tra le altre cose, la fattibilità dell’utilizzo degli scarti di potatura e delle vinacce per produrre energia elettrica e calore.

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