• Articolo Tirano (SO), 14 maggio 2012
  • In una lettera aperta la risposta all’articolo di Carlo Petrini (Slow Food) su Repubblica

    FIPER spiega qual è il “biogas fatto bene”

  • Il Presidente Righini difende i vantaggi di una tecnologia che promuove un’agricoltura sostenibile a salvaguardia dell’ambiente e a favore dell’economia nazionale

(Rinnovabili.it) – Limitato impiego delle fonti fossili, produzione di energia elettrica rinnovabile e mitigato spargimento dei nitrati zootecnici sui suoli agricoli. In una lettera aperta, il Presidente di FIPER, Walter Righini, risponde alle accuse che il Presidente di Slow Food, Carlo Petrini, ha rivolto al settore del biogas e delle biomasse in un articolo pubblicato su Repubblica e coglie l’occasione per fare il punto della situazione sullo sviluppo di questa filiera in Italia. Secondo quanto riportato da Righini, la filiera biomassa-energia utilizza sottoprodotti altrimenti inutilizzati e per questo rappresenta una fonte sostenibile di integrazione del reddito per l’agricoltore; per diventare un sistema efficiente, però, non dovrebbe premiare in modo esclusivo, come fa attualmente, la produzione di energia elettrica. Interessante, poi, la valorizzazione del biometano che, immesso nella rete del gas naturale, potrebbe apportare enormi benefici economici e coprire il 10% del fabbisogno nazionale, con una produzione potenziale di 7-8 miliardi di metri cubi. “Non male – ha osservato Righini – per un Paese come il nostro dipendente dal gas russo e magrebino!”.

Il Presidente FIPER tranquillizza anche coloro che ritengono il biodigestato un sottoprodotto inquinante, spiegando che esso viene «ridistribuito sugli stessi terreni utilizzati per la produzione delle biomasse e svolge un’azione fertilizzante e ammendante, restituendo gli elementi della fertilità sottratti dalle piante con la coltivazione e riducendo altresì l’impiego di fertilizzanti chimici”. E poi ancora: nessuna insostenibilità agricola (una volta a regime, la percentuale dei terreni riservati alla produzione di energia da fonti rinnovabili sarà pari all’1,8%), limitato traffico veicolare e nessun odore (2le matrici stoccate sono coperte con teli appositi per evitare la fermentazione aerea; se la biomassa fermentasse prima del conferimento nel digestore, l’azienda agricola perderebbe una quota significativa di ricavo!”).