• Articolo Roma, 4 gennaio 2013
  • L'Italia è il primo importatore mondiale di legna da ardere

    La crisi riaccende i camini

  • Coldiretti: “quest’inverno sono state accesi oltre sei milioni di stufe e camini sul territorio nazionale”

(Rinnovabili.it) – I prezzi dei carburanti aumentano e la crisi non dà tregua. Ecco allora che nelle case degli italiani si riaccendono stufe e camini, una scelta conveniente sia per il portafoglio che per l’ambiente. Come spiega la Coldiretti “quest’inverno sono state accesi oltre sei milioni di stufe e camini sul territorio nazionale, una dimostrazione evidente del ritorno di forme di riscaldamento che sembravano dimenticate”.

 

Il boom registrato nel settore non è merito però solo della riapertura dei vecchi sistemi di riscaldamento ma anche di un vera e propria rivoluzione tecnologica che sta spingendo in alto la domanda di soluzioni innovative nel comparto delle stufe a legna, delle caldaie e pellets. Ed è proprio qui, precisa la Coldiretti, l’industria italiana mostra la su competitività  soddisfacendo oltre il 90 per cento delle domanda sul mercato interno, mentre destina quasi un terzo della produzione nazionale alle esportazioni.

 

Da dieci anni a questa parte è però anche aumentato l’import di legna da ardere (più 26 per cento) facendo divenire il Belpaese il primo importatore mondiale  nonostante la presenza sul territorio nazionale di 10 milioni e 400mila ettari di superficie forestale. I 12 miliardi di alberi che coprono oltre un terzo della superficie nazionale secondo l’associazione potrebbero svolgere un ruolo ancora più importante per compensare il fabbisogno energetico del Paese.

 

“Appare quindi evidente  – continua la Coldiretti – l’importanza di rilanciare la gestione dei boschi che, oltre alle valenze territoriali, sociali e paesaggistiche, potrebbe contribuire in modo decisivo anche al raggiungimento degli obiettivi del Piano d’Azione Nazionale al 2020 (secondo il quale le biomasse, tra le quali spicca il ruolo dei prodotti legnosi, dovranno coprire il 44 per cento dei consumi di fonti rinnovabili e il 58 per cento dei consumi di calore totale), fornendo biomassa ottenuta con metodi sostenibili (sia nella produzione che nel taglio) nell’ambito di una filiera sostenibile anche nelle modalità di trasformazione energetica con caldaie moderne ed efficienti”.