• Articolo Milano, 28 ottobre 2011
  • In attesa dei decreti attuativi previsti dal D.Lgs. 28/2011

    Legambiente al Governo: subito incentivi e regole certe sul biometano

  • Poggio: “entro il 2015, anno dell’Expo, la rete del biometano potrebbe soddisfare tutta la domanda di energia e carburanti dell’evento”

(Rinnovabili.it) – La scorsa primavera il Governo ha promulgato la legge di recepimento della “direttiva rinnovabili” della Ue prevedendo l’emanazione dei decreti attuattivi entro l’estate. Ad oggi però mancano all’appello due importanti provvedimenti previsti dal D.Lgs. 28/2011: la definizione degli incentivi per il biometano (in ritardo di 93 giorni) e l’emanazione, da parte dell’Authority delle condizioni tecniche per il servizio di connessione degli impianti produttivi del biogas alle reti di distribuzione (in ritardo di 123 giorni). Ad evidenziare i vuoti normativi è oggi Legambiente in occasione del convegno milanese “Biogas e biometano: quale dei due? Impianti e territori della Green Economy”, durante cui si è discusso delle potenzialità e dei benefici associati alla produzione e diffusione sul territorio italiano di questo biofuel.

“Sosteniamo la produzione di biometano in Italia – sostiene Andrea Poggio, vicedirettore nazionale di Legambiente – per due ragioni fondamentali: può essere prodotto principalmente da biomasse di scarto e può essere usato senza le perdite di rendimento delle centrali elettriche. Sono perciò urgenti gli attesi decreti governativi sul tema ed è altrettanto urgente che vengano definiti incentivi certi e stabili nel tempo. Mondo agricolo e imprese sono in attesa. Insieme lanciamo una sfida: entro il 2015, anno dell’Expo, la rete del biometano potrebbe soddisfare tutta la domanda di energia e carburanti dell’evento”.

Un obiettivo che non deve spaventare. D’altra parte si parla di una delle poche filiere bioenergetiche in grado di sfruttare oltre alle biomasse anche tutto il range di sottoprodotti agricoli, agroindustriali e rifiuti biodegradabili urbani; in altre parole il settore è in grado di rivalorizzare i 160 milioni circa di tonnellate scarti, provenienti dai cicli agro-industriali. “Il biogas fatto bene, spiega Legambiente – quello prodotto in filiera corta, quasi a km zero, potrà arrivare a produrre minimo 6,5 miliardi di metri cubi di metano pari a circa l’8% del consumo di gas naturale in Italia. È evidente che la produzione di biogas può rappresentare anche una grande opportunità di crescita per l’agricoltura”.