• Articolo Roma, 14 febbraio 2013
  • Lo studio di Nomisma Energia

    Riscaldamento domestico: momento d’oro per pellet e cippato

  • La crisi economica ha fatto crescere i consumi di biomassa termica, ma la scelta più ecologica è il GPL

(Rinnovabili.it) – Qual è la fonte energetica per il riscaldamento domestico preferita dagli Italiani? E quale la più ecologica? La riposta arriva dall’evento organizzato oggi a Roma da a Assogasliquidi, Associazione di Federchimica. Il convegno “I combustibili da riscaldamento in Italia – Riflessi economici e ambientali” è stata infatti l’occasione per mettere sul tavolo quelle che oggi rappresentano le scelte per il comparto termico italiano affrontando la questione attraverso i dati del nuovo rapporto di NE-Nomisma Energia.

 

Lo studio in questione mette in rilievo un trend già esplicitato settimane fa dalla Coldiretti: il difficile momento economico ha determinato un incremento record nel Belpaese di consumi (20 milioni di tonnellate nel 2012) e importazioni (+26 % nei primi mesi del 2012) di legna, pellet e cippato. Il momento d’oro della biomassa è essenzialmente dovuto al costo ridotto del prodotto a sua volta facilitato da un Iva agevolata e dall’assenza delle pesanti accise che invece gravano sui combustibili tradizionali. “Questo trend dei consumi, purtroppo, non è in linea con le nostre esigenze ambientali che sono prima di tutto quello di pulire l’aria delle nostre città, e della nostra Pianura Padana, dal particolato fine” ha dichiarato Davide Tabarelli, Presidente di NE-Nomisma Energia.

 

“Il confronto tra i combustibili rileva infatti che le biomasse termiche emettono bruciando, anche nelle migliori condizioni, oltre 1000 volte più particolato fine delle fonti gassose come il GPL. Sebbene sia fondamentale tenere conto del vantaggio economico nell’uso di biomasse e della riduzione, a volte discutibile, della CO2, non dobbiamo dimenticare la priorità ambientale della qualità dell’aria. Si evidenzia che per quanto riguarda le emissioni di polveri, NOX, diossina, l’utilizzo delle biomasse comporta attualmente emissioni molto più consistenti rispetto ai combustibili tradizionali e, in particolare, a quelli gassosi”.