• Articolo Lucca, 17 ottobre 2012
  • L’impianto sarà realizzato a Lucca da Alga Energy

    Una “spremuta d’alghe” per illuminare la città

  • Presentato ieri il progetto per la produzione di energia elettrica con olio combustibile derivante dalla coltivazione e spremitura delle alghe

(Rinnovabili.it) – Dall’impianto pilota a quello vero e proprio connesso alla rete elettrica nazionale. Il progetto di Alga Energy destinato alla riqualifica l’area della ex Cucirini a Lucca è pronto a passare alla seconda fase. La società la stessa che in questi giorni ha avviato il mega impianto di coltivazione algale in Spagna, è alle prese con un nuovo progetto bio-energetico, stavolta riguardante l’Italia. La NewCo, titolare di importanti brevetti per la produzione di olio vegetale da microalghe, ha già messo in opera un impianto pilota di coltura e accrescimento su scala preindustriale delle microalghe che ha permesso di accertare la possibilità di produrre olio combustibile nella quantità prevista per le esigenze industriali.

Il successo della prima fase ha determinato l’avvio della costruzione di una centrale su larga scala che occuperà una superficie di oltre 7000 mq. Il progetto si è aggiudicato oltre 3 milioni di euro da parte di SICI Sviluppo Imprese Centro Italia e una volta a regime dovrebbe consentire una redditività degli impianti superiore rispetto a quanto si otterrebbe acquistando sul mercato le materie prime.

Come funziona la tecnologia lo spiega lo stesso SICI, in una nota stampa:

 

“Le alghe sono coltivate in un impianto di accrescimento all’interno di un fascio tubiero trasparente, con dispositivi che provvedono a eliminare le molecole di O2 che si formano a seguito della fotosintesi clorofilliana, nutrire le alghe e raccoglierle al momento della loro avvenuta crescita . Questi impianti sono basati su moduli ripetibili, che si possono adattare ai volumi disponibili. Successivamente, la biomassa prodotta dalle alghe viene trattata per eliminare l’acqua ed estrarre l’olio dalla massa secca. Le alghe vengono, infatti, spremute per ricavarne l’olio che servirà come combustibile all’impianto di generazione di corrente elettrica. Il saldo energetico di tutto questo procedimento è positivo, quello ambientale è, come è facile immaginare, assolutamente unico”.