• Articolo Roma, 11 novembre 2019
  • Capacity market italiano: alle fer 1 GW di capacità

  • Terna annuncia i risultati della prima asta madre del mercato della capacità nazionale, valida per l’anno di consegna 2022

Capacity market italiano

Foto di Hebi B. da Pixabay

 

(Rinnovabili.it) – Online i risultati della prima gara del capacity market italiano. In questi giorni Terna, il gestore delle rete elettrica, ha pubblicato sul portatale dedicato le assegnazioni dell’Asta Madre tenutasi il 6 novembre di quest’anno e relativa al periodo di consegna 2022. Prende così formalmente via il mercato della capacità italiano, il nuovo strumento per garantire l’adeguatezza del sistema elettrico nazionale. Il meccanismo ha sulla carta un funzionamento semplice: prevede una remunerazione per gli impianti impegnati a garantire una determinata capacità di produzione, in relazione ad eventuali picchi di domanda; in altre parole, le grandi centrali elettriche vengono pagate semplicemente per la loro disponibilità a produrre energia in caso di necessità. In alternativa, i grandi consumatori possono essere essere ricompensati per la disponibilità a ridurre i consumi.

 

>>Leggi anche Aiuti di Stato, ok da Bruxelles al capacity market italiano<<

 

Terna si approvvigiona di questa”disponibilità” mediante aste competitive che, di volta in volta, accettano un certo quantitativo di  Capacità Disponibile in Probabilità (CDP), ossia la capacità di ciascuna risorsa considerata disponibile ai fini del capiti market.

Attualmente, spiega la società, “è estremamente difficile per gli operatori pianificare investimenti, che per loro natura hanno orizzonti temporali di realizzazione e di ritorno degli investimenti di lungo termine, in nuova ed efficiente capacità di generazione, sapendo che tali impianti saranno sempre meno utilizzati per la copertura del carico di base e sempre più utilizzati per la gestione dei picchi di carico”.

“Il mercato della capacità – prosegue Terna – garantisce proprio quei segnali di prezzo di lungo termine, ancorati alla disponibilità della risorsa, di cui il sistema necessita per garantirsi un rinnovamento e un miglioramento delle prestazioni, anche ambientali, e di conseguenza un migliore adattamento alle future esigenze del sistema”.

La prima Asta Madre ha accettato complessivamente oltre 36 GW, tra CDP esistente e nuova, sul territorio nazionale e circa 4,4 GW su territorio estero. Alle fer non programmabili (eolico, fotovoltaico e idroelettrico ad acqua fluente) va circa 1 GW di capacità sui 40,9 GW totali. “Un dato  spiega il Ministero dello Sviluppo economico in una nota stampa – che conferma la peculiarità del meccanismo di valorizzare le tecnologie rinnovabili e assicurare il servizio”. 

 

Area Esistente Nuova
CDP accettata [MW/anno] Premio di valorizzazione [€/MW/anno] CDP accettata [MW/anno] Premio di valorizzazione [€/MW/anno]
Nord 21.465 33.000 1.276 75.000
Centro Nord 1.272 33.000 49 75.000
Centro Sud 4.233 33.000 305 75.000
Sud 2.581 33.000 84 75.000
Calabria 3.185 33.000 0 75.000
Sicilia 1.878 33.000 53 75.000
Sardegna 144 33.000 0 75.000
TOTALE CDP 34.758 1.767

Tabella 1: Quantità complessivamente accettata e premi di valorizzazione suddivisi per Area nazionale

 

Il costo complessivo dell’asta – aggiunge il MiSE – è stato di circa 1,3 miliardi di euro, ben 450 milioni in meno rispetto alle stime iniziali, per un beneficio economico netto atteso di 2 miliardi di euro l’anno.

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