• Articolo Bristol, 10 novembre 2011
  • Dalle urine l’energia per le fuel cell di domani

  • Un team di scienziati britannici è riuscito a dimostrare il funzionamento delle microbial fuel cell impiegando come carburante un rifiuto biologico

All’University of West of England (UWE) di Bristol ce l’hanno fatta. Il Dott. Ioannis Ieropoulos, il professor John Greenman e il professor Chris Melhuish, sono riusciti, in una prima mondiale, a dimostrare la possibilità di far funzionare una cella a combustibile con…l’urina. Gli scienziati hanno avviato una ricerca per valutare le modalità con cui questo particolare rifiuto possa essere usato come combustibile per le microbial fuel cell (MFC) e quanta energia possa essere così generata. Per la loro indagine ovviamente non potevano che affidarsi alle MFC, dispositivo costituito da due semicelle – un anodo e un catodo – separate da una membrana iono-selettiva e funzionanti grazie all’attività dei batteri contenuti nell’elettrodo positivo.  Spiega Ieropoulos: “L’urina è chimicamente ricca di sostanze favorevoli alle MFC. La nostra ricerca ha scoperto che la produzione di energia elettrica è stata coerente e misurabile a seconda del volume di urina e la tempistica delle dosi anche se al momento l’out-put è ancora piccolo”.

Le MFC contengono lo stesso tipo di batteri che si trovano nel suolo, nell’intestino umano o nelle acque reflue provenienti da fogne, in grado di ossidare il carburante, generando elettroni e protoni. Questi vengono quindi “consumati” nel comparto del catodo, combinandosi con l’ossigeno per formare acqua. Il vantaggio di un sistema di MFC che utilizza l’urina come carburante, sia essa animale che umana, è che il processo depura in modo efficace i fluidi in modo da poter tranquillamente essere scaricare i sottoprodotti della reazione nell’ambiente, eliminando la necessità di un trattamento ulteriore. Inoltre, spiegano gli scienziati, l’elemento clou dell’intero processo è una materia prima secondaria davvero abbondante nel pianeta. “Anche se riconosciamo la necessità di approfondire le indagini – afferma  Ieropoulos – siamo molto entusiasti delle potenzialità di questo lavoro. Si tratta del primo lavoro che delinea non solo l’uso dell’urina come un potenziale carburante per le MFC, ma anche il fatto che questa possa costituire una ricca fonte per la generazione di energia elettrica. L’impatto di questo studio potrebbe essere enorme, in quanto ci permette di pensare ai “rifiuti” in modo nuovo offrendo un grande potenziale per il futuro”.