• Articolo Torino, 25 settembre 2015
  • Energia dalla depurazione delle acque: verso il primo grande impianto

  • Il progetto europeo DEMOSOFC, coordinato dal PoliTo, realizzerà il primo sistema di taglia industriale per ottenere biogas dalla depurazione delle acque

Energia dalla depurazione delle acque: verso il primo grande impianto

 

(Rinnovabili.it) – Spuntate sulla lista dell’innovazione energetica la voce “ottenere energia dalla depurazione delle acque”. Sì perchè la tecnologia in questione, già ampiamente sperimentata a livello mondiale, ha ottenuto finalmente il suo primo progetto su scala industriale. Il merito è di DEMOSOFC, iniziativa di ricerca comunitaria coordinata dal Politecnico di Torino e condotta da un partenariato di istituti accademici e aziende europee. Presentato ieri al Castello del Valentino, DESMOSOFC non nasconde il suo ambizioso obiettivo: ottenere energia ad alta efficienza dalla depurazione delle acque, sfruttando la tecnologia delle celle a combustibile ad ossidi solidi (SOFC – Solid Oxide Fuel Cell). Si tratta di pile elettrochimiche capaci di funzionare ad una temperatura di circa 800°C, che possono essere alimentate direttamente a gas metano o a biogas. Ed è proprio questo l’elemento qualificante del progetto: il biometano ottenuto dalle acque di scarico e impiegato come carburante, una volta depurato dagli inquinanti presenti.

 

Il processo messo a punto da DEMOSOFC, parte in realtà dai risultati di un’altra iniziativa europe, la SOFCOM, che negli anni passati ha realizzato un processo per produrre biogas dalle acque reflue ed ottenere calore, elettricità e acqua pulita. Inserendosi direttamente in questa linea produttiva, il nuovo progetto installerà nell’impianto di trattamento acque reflue di SMAT Collegno (Torino) – dove attualmente il biometano è prodotto dalla digestione anaerobica dei fanghi di depurazione – il suo sistema a fuel cell: nel dettaglio, saranno impiegati tre moduli contenenti SOFC in grado di produrre in cogenerazione potenze da 175 kW elettrici e 90 kW termici, con un’efficienza elettrica del 53%.

 

“Questo progetto – spiega il coordinatore Massimo Santarelli del Dipartimento Energia del Politecnico di Torino- vuole rappresentare un caso emblematico, su taglia industriale, che renda evidente agli operatori del settore ed alla società nel suo complesso i vantaggi energetici delle celle a combustibile: infatti, dal confronto di un impianto SOFC con i principali competitori, utilizzati nella quasi totalità dei contesti industriali, ovvero ICE (Internal Combustion Engine, motore a combustione interna) e GT (Gas Turbine, turbina a gas), nell’ambito di taglie inferiori al MW, si profilano efficienze elettriche dell’ordine del 53% rispetto a valori che oscillano tra il 35 – 38% e il 30 – 35%”.

 

Il progetto prevede la collaborazione tra PoliTo e Gruppo SMAT per l’Italia, l’azienda finlandese Convion Oy, produttrice di sistemi SOFC, il centro di ricerca finlandese VTT ed infine l’Imperial College of Science, Technology and Medicine (Londra). Ha un budget complessivo di circa 5.9 milioni di euro, ed è finanziato dall’Unione Europea con 4.2 milioni di euro nell’ambito del programma Horizon 2020, piattaforma FCH-J (Fuel Cell and Hydrogen Joint Undertaking).

5 Commenti

  1. ritamir
    Posted settembre 25, 2015 at 11:05 am

    Il titolo mi fa molto piacere. L’articolo non è proprio quel che si dice “divulgativo”. Alzi la mano il primo non addetto ai lavori che ci ha capito qualcosa.

    • Alssandro Innocenzi
      Posted settembre 27, 2015 at 6:49 pm

      In effetti non sta dicendo niente di nuovo. A me è capitato di leggere per l’appunto poco tempo addietro un articolo sulle Fuel Cells e contraddirli su ampia scala.

      • Mattia Guidi
        Posted settembre 27, 2015 at 7:26 pm

        Niente di nuovo? Sei sicuro di aver capito la notizia? Si tratta del primo impianto su grande scala e, sì, é una novità per l’Italia e l’Europa, soprattutto se si parla di sofc. Quando contraddici le persone “su ampia scala” sei sicuro di aver compreso quello che hai letto?

    • AAA
      Posted settembre 28, 2015 at 4:38 pm

      A me sembra abbastanza divulgativo. Basta sapere cos’è una batteria, cos’è una cella a combustibile (che è una batteria che va ricaricata), cosa vuol dire cogenerazione, kW ed efficienza energetica, cosa sono un motore a combustione interna ed una turbina, al massimo sapere cosa vuol dire anaerobico. Ma sono cose che si studia alle medie per la maggior parte, alle superiori al più. Così mi pare, no ?

      La frase “Si tratta di pile elettrochimiche capaci di funzionare a circa 800°C, …” sarebbe stata meglio scritta “Si tratta di pile elettrochimiche che funzionano a circa 800°C, …”. Si capisce meglio.

      Comunque un’efficienza del 53% non è circa l’efficienza media delle centrali a gas italiane ? Dipende dal fatto che impianti di taglia relativamente piccola (175 kW < centinaia di MW delle grandi centrali) hanno efficienza minore ?

  2. Marta
    Posted settembre 30, 2015 at 12:07 pm

    L’argomento non è semplice, ma per chiunque abbia dei dubbi può visitare il sito http://www.demosofc.eu e scrivere chiedendo ulteriori informazioni agli addetti, saremo lieti di spiegarvi il tutto!

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