• Articolo Pechino , 26 settembre 2011
  • Nuovi dettagli del dal XII Piano quinquennale cinese

    Cina: 310 miliardi a favore dell’eco-sviluppo

  • Il vice direttore della Commissione statale cinese per lo sviluppo ha affermato che il paese ricorrerà maggiormente a tecnologie a basso tenore di carbonio, risparmio energetico e tutela ambientale

(Rinnovabili.it) – Rinnovabili avanti tutta. La Repubblica Popolare cinese sta impostando la propria politica energetica puntando su risparmio energetico e green economy e ha deciso di investire 2.000 miliardi di yuan (313 miliardi di euro circa) nel campo rinnovabili e delle tecnologie a basse emissioni di carbonio per i prossimi cinque anni. L’iniziativa, spera il governo, permetterà il taglio del 16 per cento del consumo energetico per unità di PIL rispetto al 2010. “Durante il periodo del dodicesimo Piano quinquennale, il governo cinese spingerà sullo sviluppo low carbon a partire da 10 prospettive differenti”, ha dichiarato Xie Zhenhua, vice ministro della Commissione di sviluppo nazionale e riforma dal palco dell’Internazionale Eco-City Forum di Pechino. La Nazione provvederà a promuovere progetti di economia circolare, a stabilire 100 progetti dimostrativi per l’utilizzo delle risorse e ad avviare programmi pilota per il risparmio energetico e la riduzione delle emissioni dedicati in cinque province e otto città. “Il 12° piano quinquennale dimostra la determinazione della Cina a muoversi su un percorso più sostenibile”, ha commentato Li Lin, Vice Rappresentante Nazionale del WWF Cina. “Si tratta di un punto di svolta importante, che può avere un impatto fondamentale sul mondo. Speriamo, e abbiamo motivo di pensarlo, che le autorità centrali e locali riconosceranno sempre più che il futuro sviluppo economico e il benessere delle persone dipende da un ambiente sano e naturale”. Secondo Lasse Gustavsson direttore generale del WWF “Il successo di tali programmi di sviluppo urbano e soprattutto il progetto di eco-urbanistica di Tianjin, servirà inoltre a fornire preziose best practies anche alle controparti degli altri paesi in via di sviluppo”.