• Articolo Londra, 6 luglio 2012
  • Un'indagine della Pipeline Clean Energy

    Clean Energy: continua a scendere il volume degli investimenti

  • La crisi economica globale investe anche il settore delle energie pulite. Le conseguenze? Calo degli investimenti e stasi dei progetti, ma il margine di ripresa potrebbe venire da efficienza energetica e bioenergie

(Rinnovabili.it) – Continua a calare il volume globale degli investimenti nel settore dell’energia pulita. Incertezza politica, crisi economica, tagli ai sussidi e la mancanza di equilibrio all’interno dell’euro zona stanno minando la sicurezza del comparto rallentando gli investimenti soprattutto, rivela lo studio appena pubblicato, nel secondo trimestre dell’anno in corso.

Invece di migliorare dopo la partenza negativa registrata all’inizio dell’anno, le ultime cifre fornite dalla società di analisi Pipeline Clean Energy mostrano un calo dell’attività economica, scesa a livelli tra i bassi mai registrati da quando ha avuto inizio la crisi economica.

Viste anche le difficoltà dell’euro zona non meraviglia quindi il calo, calcolato in relazione allo stesso periodo dello scarso anno, degli investimenti che sono scesi del 22% (34,6 miliardi di dollari), il secondo livello più basso registrato nel corso dell’ultimo biennio. “Il settore globale dell’energia pulita è proprio nel bel mezzo di una grande incertezza politica, specchio della tempesta negli Stati Uniti, dei prezzi bassi del gas naturale in Nord America, dei tagli al feed-in tariff in Europa, di un rallentamento dei livelli cinesi di installazione dell’eolico e della crisi del debito sovrano nella euro zona”, ha detto Douglas Lloyd, direttore esecutivo di Pipeline Clean Energy. “Tutti questi fattori spiegano i livelli di investimento deludenti registrati in questo trimestre.”

Tuttavia le previsioni indicano un margine di miglioramento, l’ipotesi che le tendenze possano presto invertirsi visto che gli investimenti nel settore delle bioenergie è cresciuto di 422 milioni di dollari, ovvero quasi il doppio rispetto ai 288 mln registrati nel secondo trimestre dello scorso anno. Sono migliorati anche i margini di investimento nell’efficienza energetica, cresciuto fino a sfiorare i 3,5 miliardi di dollari (+52%), numeri che fanno sperare in una netta ripresa del settore.