• Articolo Bruxelles, 25 settembre 2019
  • Consiglio Ue dell’energia: 3 Paesi migliorano i propri PNIEC

  • Francia, Grecia e Bulgaria si impegnano ad aumentare la quota di rinnovabili 2030 mentre Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria chiedono aiuti economici per raggiungere i nuovi obiettivi energetico climatici

consiglio ue energia

Da sinistra a destra: Maros SEFCOVIC, vicepresidente della Commissione europea, responsabile dell’Unione dell’energia; Katri KULMUNI, ministro finlandese dell’economia.
Copyright: Unione Europea

Il ministro Patuanelli ha presentato il Piano clima-energia dell’Italia al Consiglio UE

(Rinnovabili.it) – I ministri europei dell’energia si sono incontrati ieri a Bruxelles per discutere degli ultimi progressi in tema di Piani nazionali 2030 e neutralità climatica. Il Consiglio UE aveva in agenda uno “scambio di opinioni” tra Stati membri all’indomani della valutazione della Commissione Europea dei ventotto PNIEC, le strategie 2030 su energia e clima. A giugno di quest’anno, infatti, l’esecutivo europeo ha pubblicato il proprio parere sulle proposte nazionali sottolineando contributi insufficienti sia sul fronte rinnovabili che quello dell’efficienza energetica.Tutti hanno redatto bozze di PNIEC impressionanti in un tempo relativamente breve”, aveva, allora, spiegato Maroš Šefčovič, vicepresidente della Commissione per l’Unione dell’energia. “Ma nessuna proposta è perfetta”. Gli stati membri hanno tempo fino 31 dicembre per correggere il tiro, ma come dimostrato dal Consiglio Energia dell’Unione Europea il risultato finale non è assicurato.

 

>>leggi anche Piani nazionali energia-clima, sulle rinnovabili profondo gap<<

 

Durante l’incontro è emerso ancora una volta il muro d’opposizione creato dai Paesi dell’Est Europa, Polonia in primis. “È facile stabilire obiettivi politici, ma è più difficile realizzarli“, ha affermato il ministro polacco Krzysztof Tchorzewski ricordando come gli obiettivi presentati dal suo Paese siano “già molto ambiziosi” e che qualsiasi aumento comporterebbe “costi socioeconomici pericolosi”. La richieste avanzata esplicitamente da Varsavia, ma sostenuta anche da Repubblica Ceca, Ungheria e Lettonia, è quella di poter usufruire di un aumento dei fondi UE disponibili per sostenere la propria decarbonizzazione.

 

Di segno opposto, l’impegno mostrato da paesi come Francia, Grecia e Ungheria che hanno colto l’occasione del Consiglio UE per aggiornare i rispettivi obiettivi sulle rinnovabili. Il governo francese ha deciso infatti di aumentare dal 32 al 33% la quota di rinnovabili sui consumi finali, la Grecia dal 31 al 35% e la Bulgaria dal 25 al 27%.

“Sono lieto che molti Stati membri siano pronti ad aumentare le loro ambizioni nazionali in modo da poter raggiungere collettivamente i nostri obiettivi energetici per il 2030”, ha commentato Katri Kulmuni, ministro degli affari economici della Finlandia e presidente del Consiglio fino a dicembre 2019. “Abbiamo avuto una discussione molto positiva che spero possa aiutare gli Stati quando finalizzeranno i loro piani entro la fine dell’anno”.

Presente all’incontro anche il ministro italiano allo Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli “Tutti gli stati membri sono consapevoli che se vogliamo salvare il nostro pianeta è necessario lavorare sodo, chiedendo qualche sforzo in più a quei Paesi che non hanno fatto tutto quello che dovevano fare”, ha commentato Patuanelli, rilanciando una proposta “Vogliamo ribadire un concetto molto semplice: tutti gli investimenti che i Paesi potranno e dovranno fare per la sostenibilità devono essere scomputati dal calcolo del deficit. In questo modo i paesi come l’Italia, che ha un problema di debito strutturale, potranno continuare a investire a tutela delle generazioni future”.

Il video dell’intervento del ministro Patuanelli al Consiglio Ue dell’Energia

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