• Articolo Roma, 29 marzo 2019
  • Consumi energetici e fossili in aumento, la decarbonizzazione va male

  • L’Enea aggiorna l’indice ISPRED e avverte “Il rapido incremento dei consumi dei prodotti petroliferi nei trasporti ha controbilanciato il calo delle altre fonti fossili”

 Consumi energetici

 

I consumi energetici italiani sono nuovamente agganciati alla crescita economia

(Rinnovabili.it) – L’Italia ha smesso di “risparmiare” energia. Il 2018 è stato il quarto anno di fila in cui i consumi energetici nazionali sono cresciuti, trascinando con sé anche un aumento della quota fossile. Finiti gli effetti della crisi del 2007/2008, torna in alto la domanda sotto la potente leva del settore trasporti. È questo, infatti, il comparto che lo scorso anno ha registrato l’incremento più sensibile, come spiega Francesco Gracceva esperto Enea. “Il rapido incremento dei consumi dei prodotti petroliferi nei trasporti (+4%) ha di fatto controbilanciato il calo delle altre fonti fossili”.

 

Gracceva ha coordinato l’Aggiornamento trimestrale del sistema energetico italiano curata dall’agenzia nazionale, che valuta l’andamento dei parametri del trilemma energetico, ossia la sicurezza, l’equità e la sostenibilità ambientale. La misura dei progressi o regressi italiani lungo queste tre direttive è espressa dall’indice ISPRED (l’Indice della Sicurezza energetica, PRezzo dell’Energia e Decarbonizzazione), un dato che oggi dipinge una situazione poco confortante. L’Analisi ENEA evidenzia diverse criticità per il 2018 a cominciare dall’aumento sopracitato dei consumi energetici (più 1% rispetto al 2017), coperti al 75% dalla produzione nazionale a base di fonti fossili. Le rinnovabili si assestano invece al 20% del mix energetico, grazie per lo più al balzo in avanti della produzione idroelettrica (+31%) visto il contemporaneo calo di eolico e fotovoltaico.  La quota restante dei consumi è stata coperta dalle importazioni di energia straniera.

 

Sul fronte prezzi, il 2018 sarà ricordato come quello del caro bollette, con i picchi più alti degli ultimi 10 anni. I significativi aumenti medi dell’energia dettaglio, da cui si è salvato solo il comparto energivori grazie agli sgravi voluti dal governo, sono legati all’effetto delle dinamiche sui mercati internazionali (Leggi anche Aumenti record nelle bollette italiane nonostante lo “scudo” ARERA). Fra i segnali che destano preoccupazione anche il crescente disavanzo commerciale del nostro Paese nelle tecnologie collegate alla transizione energetica e in particolare per la mobilità a basse emissioni.

 

“In questo scenario diventa più complesso raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione che il paese si è dato”, aggiunge Gracceva. “Il problema è che sono ormai quattro anni che i consumi di energia si muovono sostanzialmente in parallelo con la crescita economica, mentre un elemento centrale della decarbonizzazione è rappresentato da un aumento dei consumi energetici molto più contenuto rispetto al PIL”.

 

>>leggi anche Agenzia Internazionale dell’Energia: nel 2018, livelli record nelle emissioni di CO2<<

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