• Articolo Bruxelles, 13 febbraio 2019
  • Aumenta il consumo di rinnovabili in Europa ma troppo lentamente

  • Secondo i dati Eurostat, nel 2017 l’UE-28 ha ottenuto il 17,5% della sua energia da fonti rinnovabili, registrando un leggero aumento rispetto al 2016

consumo rinnovabili

 

 Irlanda, Francia e Paesi Bassi sono gli Stati membri più lontani dal loro target di consumo rinnovabili

(Rinnovabili.it) – Manca oramai meno di un anno al 2020 e l’Europa sembra destinata a raggiungere il suo target sul consumo di rinnovabili sul filo di lana. Nonostante gli indubbi progressi sul fronte energetico, la crescita delle green energy procede troppo lentamente. A confermarlo sono i dati pubblicati ieri da Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione Europea: nel 2017 l’UE ha ottenuto il 17,5% della sua energia da fonti rinnovabili, registrando solo un leggero aumento rispetto al 2016. Nel complesso il valore è ormai prossimo a quel 20% di consumo rinnovabili fissato dalla direttiva clima energia per il 2020. Ma se si guardano da vicino i progressi, ci si accorge che in un anno la quota verde nella domanda è cresciuta di appena 0,5 punti percentuali.

 

Nel 2016 undici dei 28 membri dell’UE avevano già raggiunto i propri parametri individuali per il 2020, in netto anticipo rispetto al programma. Quel numero, tuttavia, non è aumentato negli ultimi 12 mesi. A preoccupare in realtà sono solo alcuni Paesi. Accanto a veri e propri campioni verdi, come Svezia, Danimarca, Lituania e Italia, vi sono gli immancabili ritardatari: Stati come Francia, Paesi Bassi e Irlanda oggi si trovano sensibilmente indietro rispetto l’ipotetica tabella di marcia e dovranno mettere in campo sforzi importanti per non mancare il target.

Il rallentamento complessivo preoccupa soprattutto sul lungo termine. Se è probabile, infatti, che le nazioni possano mantenere le promesse fatte per il 2020, magari con l’aiuto di qualche “trucco” come il trasferimento statistico delle rinnovabili, l’orizzonte temporale del 2030 rimette tutto in discussione.

 

Sulla corsa alle fer pesa, anche e soprattutto, la ripresa dei consumi. Sempre da dati Eurostat emerge che nel 2017, per il terzo anno consecutivo, la domanda energetica è aumentata, determinando un rallentamento dell’efficienza energetica. E se i consumi energetici aumentano, la produzione rinnovabile dovrà inevitabilmente aumentare in maniera più consistente per coprire la domanda.

Le aspettative sul futuro energetico europeo sono ora tutte contenute nei Piani nazionali clima ed energia. Gli Stati dovevano consegnarli alla Commissione entro la fine di dicembre 2018, ma i ritardatari – 7 nazioni in tutto – hanno anche in questo caso rallentato il programma. Entro l’estate l’esecutivo UE dovrebbe offrire feedback suo documenti ed eventuali raccomandazioni.

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