• Articolo Bruxelles, 18 aprile 2011
  • Decreto rinnovabili, Bruxelles richiama Romani

  • Il commissario Oettinger scrive il ministro dello Sviluppo italiano per manifestare la propria preoccupazione nei confronti del decreto italiano

(Rinnovabili.it) – Richiamo, non troppo morbido, da parte del commissario all’energia Günther Oettinger nei confronti del Ministro per lo Sviluppo Economico. La questione è quella che sta tenendo in sospeso uno dei comparti più prometti del sistema paese, quello del destino delle energie rinnovabili nostrane scritto del decreto legislativo di recepimento della *Direttiva comunitaria 2009/28/CE*. L’Europa si mostra attiva ascoltatrice di quello che sta avvenendo in molti dei Paesi membri, dove i feed-in-tariff dedicati al fotovoltaico stanno subendo una rimodulazione quasi simultanea. “Negli ultimi mesi – “scrive Oettinger nella missava” – i miei uffici sono stati contattati da un numero elevato di operatori a proposito delle riforme ai sistemi d’incentivazione per le fonti rinnovabili attuate in vari Stati membri. Più di recente, simili preoccupazioni sono state espresse sul decreto legge italiano attuativo della direttiva 2009/28/CE e, in particolar modo, con relazione alle modifiche degli incentivi per il solare fotovoltaico”.

La preoccupazione di Oettinger è la stessa degli investitori nazionali e internazionali, oggi confusi dalle modifiche alla disciplina degli incentivi. “Le modifiche che alterano il ritorno finanziario dei progetti esistenti rischiano di violare principi generali di diritto nazionale e comunitario, ma soprattutto di compromettere la stabilità degli investimenti nel settore, con possibili ripercussioni sulla ripresa economica”.
Ricordando l’obiettivo che spetta al Bel Paese (raggiungere la quota del 17% dei consumi finali lordi di energia da fonti rinnovabili entro l’armo 2020) il commissario invita il governo italiano a creare quanto prima “un quadro interno d’incentivazione chiaro, stabile e prevedibile per garantire lo sviluppo delle rinnovabili, senza correre il rischio che i necessari investimenti privati siano rimandati e diventino più costosi, ostacolando cosi il raggiungimento del suddetto obiettivo”.
L’invito è dunque quello a intraprendere “ogni sforzo” per attuare la direttiva europea in maniera *stabile e prevedibile* e di “essere particolarmente cauto” nel prendere in considerazione misure che possano avere eventuali ripercussioni sugli investimenti già in corso. “I miei uffici – conclude Oettinger – saranno felici di approfondire la discussione in materia e di assistervi al riguardo”.