• Articolo Roma, 2 marzo 2011
  • Decreto Rinnovabili. Romani: tutela alla filiera ma senza sprechi

  • Da una nota stampa del Dicastero dello Sviluppo, l’assicurazione che la normativa di recepimento della direttiva europea 2009/28/CE non bloccherà la filiera produttiva nazionale.

L’ultima battuta sulla bufera innescata dall’ultima bozza del “decreto rinnovabili” sembra toccare proprio al Ministro Paolo Romani. In attesa che domani mattina il Consiglio dei ministri dia il via libera definitivo al testo di attuazione della direttiva comunitario, il ministro dello “Sviluppo Economico”:http://www.sviluppoeconomico.gov.it/ torna ufficialmente sulla questione della promozione delle fonti rinnovabili ribadendo la necessita di rimodulare l’attuale sistema incentivante pur mantenendo la strada aperta all’Italia verso il target europeo del “20-20-17”. Obiettivo più volte sottolineato e per il quale Romani ricorda ancora una volta che il lavoro tecnico non si è fermato. Nella nota stampa rilasciata qualche minuto fa dallo stesso dicastero il ministro detta la meta: raggiungere quel famoso 17% di energia prodotta da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo entro il 2020 “invertendo allo stesso tempo la tendenza al caro bolletta in linea con i maggiori paesi europei”. Non arretra dunque l’impegno a supportare una filiera produttiva definita da romani “importante” e che, “in controtendenza rispetto alla congiuntura economica internazionale, continua a crescere”. Siamo convinti che – eliminando sprechi, speculazioni e truffe – sia possibile attivare una riforma degli incentivi che possa sia garantire investimenti industriali, livelli occupazionali e indotto dell’intero settore industriale della produzione da fonti rinnovabili, sia evitare che i cittadini continuino a essere gravati da ulteriori costi ingiustificati in bolletta”.

Intanto alle critiche di questi giorni scatenate dall’ultima riformulazione al d.lgs. si sono aggiunti “Cgil”:http://www.cgil.it/dettagliodocumento.aspx?ID=15841, Filctem-Cgil seriamente preoccupate delle possibili ricadute negative per il paese qualora il testo fosse così approvato dal CdM “Se è ragionevole prevedere – sostengono Cgil, Filctem-Cgil – la progressiva riduzione degli incentivi legata alla crescita dell’innovazione tecnologica e fino al raggiungimento della grid parity, è sbagliato prevedere la sospensione degli incentivi, addirittura per l’eolico in modo retroattivo, nel caso di raggiungimento anticipato dell’obiettivo previsto dal Piano di azione nazionale al 2020 che prevede per il solare fotovoltaico, 8.000 MW di potenza installata”. Gli fa eco Giorgio Guerrini, Presidente di “Rete Imprese Italia”:http://www.reteimpreseitalia.it/ che comprende Confartigianato, CNA, Casartigiani, Confcommercio e Confesercenti “Avevamo apprezzato le linee strategiche dello schema di decreto. Ma oggi la nuova bozza non recepisce completamente i pareri delle Commissioni parlamentari. Le nuove disposizioni rischiano di bloccare lo sviluppo delle rinnovabili, causando conseguenze negative in termini economici ed occupazionali per le imprese e pregiudicando il raggiungimento dell’obiettivo europeo del 20-20-20”. Secondo il Presidente Guerrini “anziché bloccare in forma generalizzata gli incentivi, bisogna razionalizzarli, destinandoli alle fonti rinnovabili che contribuiscono effettivamente a raggiungere gli obiettivi europei e ponendoli a carico della fiscalità generale come ogni altra forma di incentivo allo sviluppo produttivo”.

*_Vedi anche_*

“Prestigiacomo: nessun tetto di 8 GW al solare”:http://www.rinnovabili.it/prestigiacomo-nessun-tetto-di-8-gw-al-solare

“Buio sulle rinnovabili”:http://www.rinnovabili.it/buio-sulle-rinnovabili-403847