• Articolo Roma, 2 marzo 2015
  • Aggiornamento al 31 gennaio 2015

    Fer elettriche, il Contatore segna oltre 5,7 mld

  • Il GSE pubblica i nuovi dati in merito al “costo indicativo cumulato annuo degli incentivi” riconosciuti agli impianti alimentati da fonti rinnovabili diversi da quelli fotovoltaici

Fer elettriche, il Contatore segna oltre 5,7 mld

 

(Rinnovabili.it) – Mentre tutti gli occhi del settore sono puntati sul Ministero dello Sviluppo Economico, in attesa del nuovo decreto per le fer elettriche, il GSE aggiorna sul proprio sito il Contatore oneri,  lo strumento operativo che visualizza il “costo indicativo cumulato annuo degli incentivi” riconosciuti agli impianti alimentati da fonti rinnovabili diversi da quelli fotovoltaici. I nuovi dati del Contatore, aggiornati al 31 gennaio 2015, segnano ben 5,769 miliardi di euro, dando conto dell’onere annuo potenziale, già impegnato anche se non ancora interamente sostenuto, degli incentivi riconosciuti agli impianti incentivati con il provvedimento CIP 6, con i Certificati Verdi o con le Tariffe Onnicomprensive ai sensi del D.M. 18/12/2008, agli impianti i cui Soggetti Responsabili hanno presentato richiesta di accesso agli incentivi ai sensi del D.M. 6/7/2012 a seguito di entrata in esercizio ed agli impianti ammessi ai registri in posizione utile o vincitori delle procedure di asta ai sensi del D.M. 6/7/2012.

 

Al calcolo del contatore concorrono tutti gli impianti che, alla data di riferimento del calcolo, risultano ammessi al beneficio degli incentivi, il che significa che di mese in mese, il perimetro degli impianti da considerare potrà ovviamente variare così come potranno evolvere tutte le variabili che concorrono al calcolo, quali, ad esempio, la ripartizione tra impianti “storicizzabili” e “non storicizzabili”. Alla data in questione non risultano incentivati Impianti Solari Termodinamici o da moto ondoso. Dei 5,7 miliardi di euro totali, oltre 3,16 miliardi appartengono ai Certificati Verdi e più di 1,73 miliardi alla Tariffa Omnicomprensiva; seguono gli oltre 525 milioni di euro di Registri e aste, i 213 milioni del CIP6 e i 127,8 milioni relativi agli impianti in esercizio secondo il DM 6/7/2012. In base all’art. 3 del D.M. 6/7/2012, il “costo indicativo cumulato annuo degli incentivi” non potrà  superare i 5,8 miliardi di euro annui.

2 Commenti

  1. michele matrone
    Posted marzo 10, 2015 at 4:52 pm

    Gli impianti in esercizio secondo il DM 6/7/2012 impegnano 127,8 milioni di euro di spesa annua; i registri del 2013 e 2014 impegnano circa 600 milioni di euro di spesa annua; di questi ultimi sono stati realizzati poche decine di impianti. Propongo di continuare a finanziare le FER, per potenzialità sino a 100 kW, utilizzando il futuro risparmio proveniente dai registri.

  2. Annalisa Roveroni
    Posted marzo 12, 2015 at 11:05 am

    Concordo con Michele Matrone. Il Governo deve almeno immediatamente includere i piccoli impianti fino a 100 kW realizzati entro il 2015 negli incentivi di cui al D.M. 6/7/2012, a prescindere dal raggiungimento del tetto di 5,8 miliardi euro/anno. Incentivi riconosciuti nel 2012 e 2013 e 2014 PER IMPIANTI MAI REALIZZATI ma sempre presenti nel contatore del GSE che di fatto risulta oggi intasato impropriamente, evidenziano gravi errori nel sistema di calcolo degli impianti ammessi agli incentivi imputabili solo ad una precisa volontà di impedire a chi ha piccoli progetti comunitari e agricoli di produzione di energie rinnovabili di accedere ai benefici previsti dalla legge che privilegia in realtà come sempre i grandi gruppi di potere.

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