• Articolo Londra, 22 ottobre 2019
  • Accumulo: Dai cornetti l’intuizione per condensatori più efficienti

  • Le mezzelune dei croissant hanno ispirato i ricercatori della Queen Mary University: dall’arte dolciaria una soluzione per l’aumento della densità energetica dei capacitor

 

 I progressi nel campo dei condensatori a film polimerici

(Rinnovabili.it) – Il nuovo contributo al miglioramento dell‘energy storage arriva da un settore insospettabile: quello dolciario. Un team di ricercatori della Queen Mary University di Londra è riuscito, infatti, a trovare una soluzione tecnica per migliorare l’accumulo elettrico lasciandosi ispirare da semplici croissant. E più precisamente dall’arte con cui l’impasto viene tirato, premuto e piegato per dare la forma alle celebri mezzelune dolci.

 

Come spiegato nell’articolo di Nature Communications (testo in inglese), gli scienziati hanno applicato questa tecnica a un condensatore o capacitor, ossia un dispositivo in grado di accumulare energia al pari di una batteria, ma sfruttando un campo elettrostatico anziché reazioni elettrochimiche. I condensatori in genere hanno una densità di potenza particolarmente elevata ma sono limitati dalle basse quantità di energia che possono attualmente immagazzinare. Il lavoro del gruppo ha cercato di superare questa limitazione.

 

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Per la precisione lo studio si è concentrato sua una tecnologia in particolare, quella a film polimerico a base di poli (vinilidene fluoruro). Normalmente sono necessari costosi e complessi percorsi di elaborazione per raggiungere un’alta densità di energia nei condensatori a film polimerico. Il gruppo ha invece sostituito il complicato processo di sintesi e trattamento con una tecnica di piegatura e pressione simile a quella impiegata per dare forma all’impasto dei cornetti, eliminando la necessità di gas pericolosi, solventi, trattamenti elettrici o chimici.

 

Il risultato è un dispositivo in grado di immagazzinare 30 volte più energia rispetto al condensatore dielettrico più performante disponibile in commercio. Spiega Emiliano Bilotti, ricercatore capo dello studio “La conservazione dell’energia può essere sorprendentemente complicata e costosa e questo è un problema con fonti di energia rinnovabile che non sono costanti. Con questa tecnica possiamo immagazzinare grandi quantità di energia rinnovabile da utilizzare quando il sole non splende e non c’è vento”. “Questa scoperta – ha aggiunto professor Mike Reece, co-autore dello studio – promette di avere un impatto significativo nel campo delle applicazioni di potenza degli impulsi e potrebbe produrre un cambiamento nel campo dei condensatori dielettrici, finora limitato dalla loro bassa densità di accumulo di energia”.

 

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