• Articolo Boston, 11 gennaio 2013
  • Il muscolo artificiale secondo il Massachusetts Institute of Technology

    Dal MIT il film polimerico che ruba energia al vapore

  • Sudore e umidità potrebbero essere a breve la forza motrice di una nuova generazione di micropopulsori

(Rinnovabili.it) – Arriva dalla facoltà di ingegneria del MIT l’ultima innovazione in campo di nuovi materiali. Gli scienziati del famoso ateneo americano hanno realizzato in laboratorio un nuovo film polimerico in grado di generare energia elettrica attingendo a una fonte onnipresente: il vapore acqueo. La speciale pellicola è in grado di cambiare la propria forma dopo aver assorbito anche piccole quantità di acqua evaporata, arricciandosi ora in un senso ora nella altro in maniera pressoché continua. Secondo i ricercatori che hanno lavorato al progetto, sfruttando questo movimento costante si potrebbe generare elettricità sufficiente per alimentare i dispositivi micro e nanoelettronici, come i sensori ambientali. “Con un sensore alimentato a batteria è necessario sostituire la pila periodicamente. Se si ha un dispositivo come questo invece, è possibile ricavare energia direttamente dall’ambiente”, spiega Mingming Ma, uno degli autori del lavoro.

 

Il nuovo film è costituito da una rete ad incastro di due diversi polimeri: il polipirrolo che forma una matrice rigido ma flessibile che fornisce supporto strutturale e il poliolo-borato, un gel morbido che si gonfia quando assorbe acqua. Condizioni altalenati di aria umida e aria secca provocano nella pellicola un arricciamento ciclico – determinato dall’assorbimento e dal successivo rilascio dell’acqua –  che converte l’energia chimica del gradiente acqua in energia meccanica. Questa a sua volta può anche essere convertita in energia elettrica mediante l’accoppiamento del film polimerico con un cristallo piezoelettrico. 20 micrometri di film possono generare una potenza media di 5,6 nanowatt da memorizzare in minuscoli condensatori per alimentare dispositivi microelettronici come i sensori di temperatura e umidità. Oppure, potrebbe essere fissato ai vestiti, per sfruttare l’evaporazione del sudore.