• Articolo Roma, 30 gennaio 2018
  • Dalla digitalizzazione dell’energia benefici per 38 mld

  • Cresce l’attenzione delle utility energetiche alle soluzioni digitali. La IEA e BNEF analizzano i trend più promettenti

digitalizzazione energia

Contatori intelligenti (Foto di David Paul Morris/Bloomberg)

 

I nuovi protagonisti della digitalizzazione dell’energia

 

(Rinnovabili.it) – La quarta rivoluzione industriale è in pieno svolgimento e la parola chiave con cui leggere il nuovo processo di trasformazione è digitalizzazione. A scommettere su questo cambiamento è oggi soprattutto il sistema energetico che cerca nelle soluzioni digitali lo strumento per fornire una rinnovata stabilità al mercato. L’aumento delle rinnovabili e della produzione decentralizzata da un parte, i nuovi operatori e i diversi modelli di consumo dall’altra, hanno smosso il terreno sotto alle utility, imponendo un cambio di passo. E i big del settore hanno imparato velocemente la lezione: per aumentare la produttività e accrescere i ricavi, le società stanno puntando sulla Digital Disruption, intesa soprattutto come capacità di rompere col passato impiegando l’innovazione tecnologica per creare prodotti e servizi ad hoc di risposta alla domanda.

 

Se a un livello più alto, lo scontro tra GE e Siemens per il controllo dell’Internet of Things (IoT) e del mercato dell’Industria 4.0 monopolizza la scena, nel mondo delle utility la digitalizzazione dell’energia ha un numero di protagonisti crescente. Smart meters, IoT, Big Data e cyber security sono divenuti temi onnipresenti nelle nuove strategie di business. Basti pensare ad Enel, che alla fine del 2017, ha annunciato un investimento di 5,3 miliardi di euro (in crescita di 600 milioni di euro rispetto al piano precedente) per digitalizzare asset, attività e processi e migliorare la connettività del gruppo (leggi anche Il nuovo Piano Enel 2018-2020: 8,3 mld nelle rinnovabili). O a Endesa che investirà  oltre un miliardo di euro, nel periodo 2018-2020, solamente  per digitalizzare la rete elettrica.

 

In un rapporto del 2017, l’Agenzia internazionale per l’Energia stimava che, attraverso un maggiore uso di dati e analisi nel settore energetico, si possa far risparmiare alle compagnie elettriche circa 20 miliardi di dollari all’anno solo nei costi di gestione e manutenzione (O&M), evitando ben 270 miliardi di investimenti in nuove infrastrutture elettriche. “I dati digitali e l’analisi possono ridurre i costi O&M, consentendo una manutenzione predittiva, che può abbassare le spese per il proprietario di impianti e reti e, in definitiva, il prezzo dell’elettricità per gli utenti finali”.

 

Bloomberg New Energy Finance ha voluto vederci più chiaro e ha analizzato 7 settori chiave per l’industria dell’energia dove il processo di digitalizzazione può portare consistenti benefici. Gli analisti di BNEF rilanciano, stimando che i benefici per il comparto possano superare i 38 miliardi nel 2025. Nel dettaglio, le tecnologie più mature come i contatori intelligenti e la modernizzazione delle centrali energetiche mostrano inizialmente i maggiori profitti, ma i servizi per fornire flessibilità alla rete e sfruttare i carichi di energia residenziale sono quelli che crescono più velocemente.

 

>>Leggi anche Digitalizzazione: Uno tsunami di dati stravolgerà la domanda energetica<<

2 Commenti

  1. giuseppe sturiale
    Posted marzo 2, 2018 at 4:22 pm

    che la digitalizzazione del sistema energetico sia un vantaggio mi è abbastanza evidente. Il fatto che “…può abbassare … in definitiva, il prezzo dell’elettricità per gli utenti finali” mi sembra un esempio straordinario di comicità involontaria. Questo è il paese, dopo il Giappone, che ha l’energia più cara del mondo, e non c’è nessun indizio che la situazione possa mai migliorare.

    • stefania
      Posted marzo 7, 2018 at 2:52 pm

      Giuseppe il report della IEA fornisce una visone globale della digitalizzazione energetica, non si focalizza sull’Italia, quindi il passaggio logico che hai compiuto è un po’ forzato.

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