• Articolo Roma, 3 aprile 2015
  • Efficienza energetica e rinnovabili: è on line il numero 34 di Elementi

  • Pubblicato l’ultimo numero del periodico del GSE sui temi più importanti del settore energetico, europeo e internazionale

elementi 34(Rinnovabili.it) – Ecobonus, approvvigionamento energetico sostenibile, mercato delle rinnovabili e nuove tecnologie: questi alcuni dei temi al centro del nuovo numero di Elementi, il periodico del GSE sui temi più importanti del settore energetico, europeo e internazionale. Nella nuova uscita sono intervenuti: Sandro Gozi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, sull’importanza dell’integrazione delle reti per la costituzione dell’Unione Europea dell’energia; Enrico Morando, Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, sui temi energetici di maggior attualità; Gaetano Maccaferri, Vice presidente di Confindustria, su come favorire una crescita sostenibile alla luce del pacchetto clima-energia; Carlo Andrea Bollino, Presidente Aiee, sulle condizioni che possono permettere alle fonti rinnovabili di vincere la battaglia contro quelle fossili; Agostino Re Rebaudengo, Presidente Assorinnovabili, sull’evoluzione del mercato delle rinnovabili.

E proprio di quest’ultimo riportaimo un breve estratto dell’intervista pubblicato sul periodico in merito alle modalità con agevolare i metodi di produzione delle green energy.

 

Per il 2014 gli investimenti nel settore hanno registrato una frenata incredibile: -60% rispetto all’anno precedente a fronte del +1 % in Ue e +16 % a livello mondiale. E il 2015 non si presenta meglio, sia perché siamo molto vicini al tetto degli incentivi, sia perché continuiamo ad avere grandissime difficoltà sui permessi. L’incertezza normativa e la burocrazia rallentano molto il processo. Se il trend rimarrà questo, anche gli investimenti nel fotovoltaico saranno abbastanza contenuti. Inevitabilmente si registrerà una contrazione di circa 10 mila posti di lavoro all’anno”. La soluzione per Re Rebaudengo è che “bisogna agevolare i metodi di produzione, rendere possibile l’autoproduzione attraverso un sistema di reti interne utili allo scambio di energia e soprattutto passare definitivamente dalla logica delle grandi centrali a quella della generazione distribuita”.

 

Sulla possibilità di vedere una nuova stagione di incentivi, Re Rebaudengo è categorico: “noi vorremmo essere trattati come gli altri: i danni ambientali, e non solo, che gli altri producono devono essere conteggiati. Facciamo i calcoli di queste esternalità e lavoriamo sulle compensazioni. Ormai le rinnovabili sono quasi tutte competitive rispetto ai combustibili fossili e al nucleare, ma ci deve essere una sede in cui viene riconosciuta e penalizzata la qualità intrinseca che attiene alla produzione dei beni. Quello che riceviamo o abbiamo ricevuto in termini di incentivi è inferiore rispetto al danno prodotto dagli altri e che viene pagato dalla collettività in termini di impatto ambientale o sanitario, ad esempio”.

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