• Articolo Milano, 13 giugno 2012
  • FederlegnoArredo e Uncsaal scrivono al Presidente del Consiglio Monti

    Bonus 55%, un depotenziamento provocherà nuovo buco in bilancio

  • Le detrazioni Irpef per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici possono creare una domanda incrementale di 2.5 miliardi di euro l’anno. Non stabilizzarle equivale a creare ulteriori perdite

(Rinnovabili.it) – Dal 2007 al 2010 gli incentivi fiscali dedicati alla riqualificazione energetica degli edifici hanno generato oltre 11 miliardi di euro di fatturato, tradottosi in un gettito IVA di circa 2.3 miliardi di euro e in un gettito fiscale da reddito d’impresa di circa 330 milioni di euro. Gli ottimi risultati si sono replicati anche nel 2011 le cui prime stime indicano che l’ecobonus del 55% genererà un fatturato incrementale tra 2.6 e 3 miliardi euro. Ecco perché, FederlegnoArredo e Uncsaal tornano oggi a portare sotto i riflettori il destino di questa misura fiscale alla luce di quanti circolato in questi giorni in riferimento alla bozza del decreto ministeriale “Provvedimento di urgenza in materia di infrastrutture e trasporti”. A preoccupare le due associazioni rappresentative del comparto italiano dell’involucro edilizio è la notizia della diminuzione dell’aliquota di detrazione dall’attuale 55% al 50% e la proroga di soli sei mesi, ovvero fino al 30 giugno 2013.

In tal senso attraverso una nota congiunta della Commissione Studi Economici Uncsaal e del Centro Studi FederlegnoArredo i due enti hanno posto l’attenzione sul rapporto fra questo incentivo ed entrate erariali, calcolando capacità di creare, a zero investimenti pubblici, una domanda incrementale sul bilancio italiano. Il documento, elaborato a partire dai dati ISTAT, ENEA e CRESME riporta che “nonostante nel biennio 2012-2013 si preveda una contrazione degli investimenti in costruzioni di oltre il 30% si può ipotizzare che gli incentivi fiscali genereranno un fatturato annuale di almeno 2.5 miliardi di euro (assumendo un atteggiamento cautelativo)”. Dimostrazione palese che non stabilizzando questa misura fiscale, oltre a generare migliaia di chiusure di piccole e medie aziende ed una contestuale drammatica perdita di posti di lavoro, si creerebbe un ulteriore buco nel bilancio dello Stato.

La nota è stata inviata alla Presidenza del Consiglio e ai Ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Economia con l’obiettivo di richiamare l’attenzione del Governo su gli aspetti salienti prodotti dall’ecobonus a favore delle entrate erariali italiane, rinnovando il loro appello affinché venga approvata una normativa che confermi l’aliquota del 55% e stabilizzi il provvedimento a medio termine, con possibilità di una modulazione delle rate di rimborso da 5 a 10 annualità.