• Articolo Pechino, 19 marzo 2012
  • Il Ministro Clini in visita a Pechino

    Cina: l’ambasciata italiana diventa green

  • Grazie all’accordo tra Cina e Italia l’Ambiasciata italiana a Pechino è protagonista di un intervento di ristrutturazione green del valore di 800mila euro

(Rinnovabili.it) – La visita del ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, in Cina si sta rivelando davvero green. Dopo la firma dell’accordo per la cooperazione tecnologica apposta venerdì, è di ieri la notizia di un impegno ambientale che si tradurrà nella ristrutturazione energetica dell’ambasciata italiana nella repubblica popolare.

L’accordo, stretto tra il Ministero dell’Ambiente e il comune di Pechino, porterà avanti il progetto di ristrutturazione che interesserà gli edifici di rappresentanza diplomatica che diverranno il primo esempio di ambasciata green straniera nella capitale cinese.

Firmato dall’Ambasciatore Attilio Massimo Iannucci, dal direttore generale del ministero dell’Ambiente, Mariano Grillo, dal direttore generale all’Ambiente della metropoli, Chen Tian, alla presenza del ministro Corrado Clini l’intesa ha un valore stimato di oltre 800mila euro che verranno impiegati anche per l’acquisto di tecnologie italiane che andranno a migliorare l’efficienza energetica degli edifici che verranno ristrutturati con materiali a basso impatto ambientale.

“L’accordo dà più forza ai programmi italiani e cinesi per migliorare l’ambiente” ha dichiarato il direttore del ministero, Grillo, aggiungendo che oltre al risparmio gli edifici godranno degli effetti benefici dell’impianto di trigenerazione previsto dal progetto che permetterà di produrre elettricità, calore e aria condizionata, oltre a moduli fotovoltaici e ad un sistema innovativo di illuminazione ad alta efficienza e a bassissimo consumo.

Oltre all’ambasciata le imprese italiane interverranno anche un complesso edilizio rurale, non legato alla rappresentanza diplomatica italiana. “Si tratta in sostanza di due show room per la tecnologia – afferma l’ambasciatore Iannucci – con le quali l’Italia potrà dimostrare meglio ai cinesi le sue competenze in campo ambientale”.