• Articolo Mountain View, 13 giugno 2013
  • Uno studio di sei mesi finanziato da Google

    La “nuvola” può far risparmiare all’IT milioni di MWh

  • Spostare l’archiviazione fisica del computing locale a quella virtuale del cloud potrebbe tagliare i consumi energetici dell’Information technology dell’87%

Cloud computing, ecco come tagliare i consumi dell'IT

(Rinnovabili.it) – Se tutte le più comuni applicazioni software usate oggi da 86 milioni di lavoratori statunitensi fossero spostate nel “cloud” si potrebbe risparmiare abbastanza elettricità all’anno per potere alimentare elettricamente Los Angeles per lo stesso lasso di tempo. La tesi è risultato di uno studio di oltre sei mesi condotto dal Lawrence Berkeley National Laboratory (Berkeley Lab) e dalla Northwestern University e finanziato da Google. Il rapporto prende in esame tre applicazioni di lavoro: le e-mail, il software CRM o di gestione delle relazioni coi clienti  e il software di produttività (ovvero tutte le applicazioni che permettono all’utente di un computer di creare dei contenuti quali documenti di testo, presentazioni o grafici).

 

Secondo gli autori dello studio spostare le applicazioni in questione da sistemi informatici locali a servizi cloud centralizzati potrebbe tagliare il consumo di energia  legato al settore dell’Information Technology  (IT) fino all’87 per cento, per un totale di 23 milioni di MWh l’anno solo negli USA. “Non possiamo andare alla cieca quando si tratta di valutare di sostenibilità”, spiega Eric Masanet, autore principale dello studio. “Abbiamo bisogno di numeri – dati concreti – per analizzare correttamente come il cloud computing possa essere confrontato al servizio locale”. “Il nostro modello ci permette di guardare avanti e di prendere decisioni informate”, continua Masanet. “Quello che abbiamo scoperto complessivamente è che i servizi sulla nuvola in contrapposizione a quelli sui server locali comportano un risparmio piuttosto importante”.

 

I risultati dello studio sono stati basati su un modello d’analisi che ora è stato reso pubblico, e che prende in considerazione tutti i fattori che Google e gli autori dello studio ritengono necessari in una valutazione completa dei benefici ambientali del passaggio all’archiviazione nella nuvola passaggio.