• Articolo Westminster, 18 aprile 2012
  • Un incontro per il futuro della Scozia

    ECCC: l’indipendenza energetica della Scozia minaccia l’Uk

  • Dalla prima riunione per discutere degli impatti dell’eventuale indipendenza scozzese la certezza che per raggiungere gli obiettivi climatici l’Uk ha bisogno del contributo scozzese

(Rinnovabili.it) – L’Energy and Climate Change Committee (ECCC) ha detto no all’indipendenza energetica scozzese. Si pronuncia in maniera negativa la Commissione, paventando l’ipotesi di un effetto a catena a discapito dei bilanci del Regno Unito, degli obiettivi di lotta al cambiamento climatico e della sicurezza energetica. Ne hanno discusso ieri le parti, riunite a Westmister proprio per valutare gli impatti dell’eventuale indipendenza scozzese. L’Inghilterra ha ammesso durante la riunione di avere bisogno della Scozia per raggiungere gli obiettivi di riduzione degli inquinanti e per l’integrazione dell’energia proveniente da fonti alternative al fine di ottenere il 15% della produzione da rinnovabili entro il 2020.

Tra le soluzioni proposte la voce del direttore dell’Energy & Climate Change del governo scozzese, David Wilson, che ha suggerito l’aumento delle esportazioni energetiche del paese a favore del rafforzamento del mercato transfrontaliero.

Ma l’indipendenza scozzese dovrà anche passare attraverso l’approvazione di un Fondo per il Petrolio, necessario per l’indipendenza energetica del paese, che prevede il finanziamento di circa un miliardo l’anno per i prossimi 30 anni, come specificato nelle dichiarazioni di uno dei due accademici di cui è stata richiesta la presenza durante la riunione, il professor Alex Kemp.

Ma rimangono ancora da prendere tutte le decisioni.