• Articolo Roma, 7 marzo 2017
  • Edifici PA: come tagliare quella bolletta elettrica da 650mln l’anno

  • Testa (ENEA): “Per rendere efficienti energeticamente gli edifici più energivori della pubblica amministrazione servirebbe investire circa 1 miliardo di euro”

Edifici PA: come tagliare quella bolletta elettrica da 650mln l’anno

 

(Rinovabili.it) – Ogni spreco di energia può anche essere considerato come un potenziale risparmio ancora da mettere a frutto. Si prenda ad esempio gli immobili della Pubblica amministrazione: in Italia sono oltre 13mila, responsabili di una bolletta elettrica che si aggira intorno ai 650 milioni di euro l’anno. Ma intervenendo con strumenti d’efficientamento energetico è possibile alleggerire in maniera sensibile il conto, portando benefici all’ambiente e all’occupazione.  Ed è proprio delle misure per mettere a frutto queste potenzialità, che si è parlato oggi a Roma nel corso del “Efficienza energetica nelle pubbliche amministrazioni locali: politiche e strumenti per la riqualificazione del patrimonio immobiliare italiano”.

 

La Camera dei Deputati è stata il luogo d’elezione per presentare una guida per l’efficienza energetica rivolta ai pubblici amministratori e funzionari della PA centrale e locale, curata da Iefe – Università Bocconi e coordinamento Agende 21 locali italiane. “Crediamo che questo sia un target prioritario” ha commentato Edoardo Croci, coordinatore Osservatorio green economy Iefe – Università Bocconi e co-autore della guida. “La PA norma questa materia ma poi deve anche essere in grado di dare l’esempio: è un dato di fatto invece che in Italia sia indietro, non per mancanza di risorse ma per mancanza di capacità di mobilitare queste risorse”.

 

E se si esclude l’ultimo Conto Termico (la versione aggiornata 2.0), in Italia c’è una storia di interessanti opportunità di finanziamento non sfruttate da parte degli amministratori pubblici, dal Fondo Kyoto alle risorse europee. Eppure come ha ricordato da Federico Testa, presidente Enea, “L’efficienza energetica ha dimostrato di poter giocare un ruolo determinante per l’economia”.

 

Degli oltre 13mila edifici della PA, il 20% è definito “energivoro” per via di un consumo annuo decisamente elevato, pari a 1,2 TWh dei 4,3 TWh totali. mettere mano a questo 20% richiederebbe un investimento di circa 1 miliardo di euro. “In questo modo  – prosegue Testa – si riuscirebbero a tagliare i consumi mediamente del 40%, risparmiando ogni anno circa 75 milioni di euro sulla bolletta. Inoltre, questa operazione permetterebbe di creare oltre 13mila nuovi posti di lavoro e tagliare 130 mila tonnellate di emissioni di CO2”.

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