• Articolo Bruxelles, 10 gennaio 2013
  • Dal 21 settembre ad oggi solo 4 Stati membri hanno pienamente attuato la Direttiva

    Efficienza energetica: 19 Stati UE ancora fuorilegge

  • Nonostante i numerosi richiami il 70% degli Stati membri non ha ancora recepito la Direttiva sull’efficienza energetica degli edifici, aprendo la strada alla più grande azione legale mai compiuta

(Rinnovabili.it) – Oltre 19 Stati dell’Unione Europea potrebbero essere oggetto di un’azione giudiziaria per la mancata attuazione dell’Energy Performance of Buildings Directive (EPBD), la direttiva sull’efficienza energetica degli edifici adottata nel 2002 e modificata tre anni fa.

Il 21 settembre del 2012 vennero avviate ben 24 procedure d’infrazione a carico di tutti gli Stati Membri che entro tale data, non era ancora stati in grado di recepire completamente la direttiva.

Da allora 4 Stati, tra cui Svezia, Irlanda e Danimarca,  hanno modificato completamente il proprio sistema legislativo nazionale aderendo pienamente all’EPB Directive, 11 Stati hanno parzialmente accolto la richiesta della Commissione ed i restanti 9 non hanno apportato alcun tipo di cambiamento. Dalla fatidica data di settembre, le nazioni non conformi, hanno avuto a disposizione altri due mesi per mettersi in regola purtroppo, secondo quanto affermato direttamente dai funzionari, tutt’oggi ancora il 70% degli Stati si troverebbe a rischio mora.

Se la situazione non dovesse cambiare, in breve tempo il caso potrebbe essere trasferito al tribunale, dando il via alla più grande azione legale di massa mai attuata.

 

“Nonostante i leader europei abbiano sentito parlare sempre più spesso del contributo degli edifici ad alta efficienza energetica agli obiettivi climatici ed energetici, questi risultati non sono chiaramente stati ascoltati”, ha affermato Adrian Joyce, il segretario generale di EuroACE in un’intervista con EurActive.

 

 

(E)MISSIONI IMPOSSIBILI Mantenendo inalterata la situazione, senza metter mano al parco edifici europeo, non sarà chiaramente possibile raggiungere i tanto attesi obiettivi di riduzione delle emissioni e di risparmio energetico, basti pensare che, secondo quanto dichiarato dall’International Energy Agency (IEA), il 32% dei consumi globali è da imputarsi agli edifici residenziali e commerciali, responsabili del 30% delle emissioni globali.

Queste cifre sono per altro in drammatico aumento a causa di innumerevoli fattori, primo fra tutti l’aumento di popolazione mondiale, prevedendo addirittura entro il 2050 il raddoppio del quantitativo di energia richiesto per gli edifici.

Partendo da questi presupposti è chiaro come la Direttiva per l’Efficienza Energetica degli edifici si dimostri l’unica possibile strada da intraprendere per arginare il problema, assicurando il rispetto di standard energetici estremamente elevati per tutti gli edifici, fino ad arrivare ad un valore di consumo energetico molto vicino allo zero (Near Energy Building).

Da ieri (9 gennaio) infatti, anche gli edifici pubblici di dimensioni pari o superiori ai 500 mq, dovranno certificare ed adeguare agli standard europei le proprie prestazioni energetiche, allargando sempre più il campo d’applicazione della legge.