• Articolo Roma, 17 dicembre 2015
  • E.On e Samsung insieme per dominare il mercato dell’accumulo energetico

  • L’utility tedesca e l’azienda sudcoreana svilupperanno insieme soluzioni di energy storage innovative ed economiche

E.On e Samsung insieme per dominare il mercato dell'accumulo energetico(Rinnovabili.it) – Da quando Tesla ha aperto la strada con il suo Powerwall, sono in molti a sentire il richiamo dell‘accumulo energetico domestico come promettente opportunità di business. Non fa eccezione la sudcoreana Samsung che, per non perdere il treno, ha deciso di firmare un memorandum d’intesa con la tedesca E.On. Obiettivo? Sviluppare insieme soluzioni di energy storage innovative ed economiche e cercare così di cogliere tutti i vantaggi dall’attesa domanda di sistemi di immagazzinamento dell’elettricità.

 

Sull’accordo vige il più stretto riserbo. Per ora si sa solo che il protocollo siglato da E.ON e Samsung metterà assieme le rispettive competenze per valutare e sviluppare un modello di business potenziale e il targeting delle applicazioni legate alla tecnologia di accumulo agli agli ioni di litio, all’interno di alcuni specifici mercati di riferimento. Stati Uniti, Germania,Gran Bretagna e Repubblica Ceca faranno quindi da laboratorio, con alcuni progetti sperimentali, per testare le nuove batterie.

 

D’altra parte l’attenzione che il comparto dell’accumulo energetico sta ricevendo non può che essere in rapida crescita. Le tecnologie di stoccaggio dell’energia sta di fatto crescendo di pari passo con lo sviluppo del mercato delle rinnovabili e, secondo le previsioni del centro di ricerca Boston Consulting Group (BCG), contenute nel rapporto “Revisiting Energy Storage”, potrebbe arrivare al 2020 a 10 miliardi di euro. Un processo di crescita che sarà accompagnato da un progressivo calo dei costi, come spiega ARENA secondo cui i prezzi delle batterie agli ioni di litio scenderanno del 60% entro il 2020 e quelli dei flusso registreranno un calo del 40%. Tra i principali attori interessati a questo business ci sono, ovviamente, le utility energetiche, i produttori di energia e i fornitori di tecnologie. Ma anche altri operatori – come l’industria chimica o quella dell’automotive – e gli investitori finanziari potrebbero trovare nel campo un’importante linea di business. Non è un caso che un terzo dei venture capital ha indicato il comparto dell’accumulo di energia come il loro primo focus di investimento grazie al grande potenziale di sviluppo che il settore rappresenta.

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