• Articolo Strasburgo, 11 giugno 2018
  • La Germania vuole smorzare gli obiettivi rinnovabili 2030

  • Aveva mantenuto il massimo riserbo sulla sua posizione. Ora il ministro Altamaier spiega che non sosterrà nessun aumento nei target energetici dell’UE 2030

obiettivi rinnovabili 2030

Il ministro all’energia Peter Altmaier

 

Doccia fredda sui colloqui europei per gli obiettivi rinnovabili 2030

(Rinnovabili.it) – È iniziata oggi la tre giorni dei ministri dell’energia europei su futuri obiettivi rinnovabili 2030. I rappresentati  dei Ventotto sono chiamati a trovare un posizione comune su tre dei provvedimenti del pacchetto Energia pulita per tutti: la direttiva sulle energie rinnovabili (RED II), la direttiva sulla governance dell’Unione Energetica, la direttiva sull’efficienza energetica. Ma quello che è stato chiaro fin  da subito è che non sarebbe stato facile trovare un ambizioso sguardo condiviso sulla questione.

La Bulgaria, a cui spetta fino alla fine di giugno la presidenza dell’Ue, ha messo per la prima sul tavolo obiettivi più alti di quelli discussi dal Consiglio dell’Unione nei mesi passati, tra cui un target per le rinnovabili 2030 del 33% e una riduzione dei consumi di un altro 33% (leggi anche Direttiva efficienza energetica: quali Paesi cercano di sabotarla?). Cifre ben superiori a quanto concordato dai ministri europei nelle precedenti riunioni e più vicine a quel 35% rivendicato dall’Europarlamento sia sul fronte delle fonti rinnovabili che dell’efficienza energetica.

 

La mossa di Sofia all’indomani di due grandi mutamenti nei governi nazionali. Il cambio d’esecutivo in Italia e Spagna, ha spostato gli equilibri interni al Consiglio dell’energia. Sia Teresa Ribera, ministro spagnolo per l’energia e l’ambiente che Luigi Di Maio, a capo del MiSE, hanno espresso sostegno all’obiettivo del 35%; in questo modo Madrid e Roma sono passate nel gruppo dei “progressisti”, guidato da Francia e Svezia e comprendente Paesi Bassi, Danimarca, Lussemburgo e  Portogallo.

 

“L’Italia deve puntare sulle energie rinnovabili come motore per il futuro della sua economia – ha scritto il ministro Di Maio in un nota stmpa – Per questo in Consiglio oggi abbiamo ribadito la nostra linea, più ambiziosa rispetto al passato, in merito alle proposte di Direttiva del Parlamento Europeo sull’efficienza energetica e sulla Direttiva per la promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili. La conclusione del Parlamento europeo, che chiede di fissare un obiettivo vincolante pari al 35 per cento sia per la prima, sia per la seconda, è la strada giusta”.

 

Ma quanti speravano di riuscire a chiudere in positivo il Pacchetto Energia hanno ricevuto oggi una doccia fredda. La Germania, che aveva tenuto il massimo riserbo sulla sua posizione finale, ha fatto sapere oggi di non gradire nessuno sforzo aggiuntivo rispetto la proposta originale della Commissione Europea. Il ministro tedesco all’energia, Peter Altmaier, ha messo agli atti che sosterrà solo “obiettivi responsabili ma raggiungibili”. Altamaier ha dichiarato che l’attuale programma energetico verde sta costando ai contribuenti tedeschi 25 miliardi di euro l’anno. “E se fissiamo obiettivi che sono decisamente superiori al 30%, significa che entro un decennio, la nostra quota dovrà più che raddoppiata”.

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