• Articolo roma, 4 luglio 2013
  • Dopo l’approvazione del testo da parte di Palazzo Madama

    Fumata nera in Senato sul prolungamento dell’ecobonus

  • La mancata proroga oltre il 2013 della celebre detrazione del 55%, ora passata 65%, suscita critiche. Il Senatore Girotto (M5S): “Oggi l’Aula del Senato ha perso una grande occasione”

Girotto: mancata proroga ecobonus, grave errore(Rinnovabili.it) – Il senatore Gianni Girotto, Capogruppo del M5S della 10a Commissione Senato, a seguito della seduta di ieri in Senato relativa alla discussione sul possibile prolungamento dell’ecobonus, ha dichiarato: “E’ inaccettabile che la coalizione dalle larghe intese PD-PDL di questa maggioranza non abbia capito l’importanza ambientale, sociale ed economica che la stabilità fino al 2020 della detrazione fiscale per l’ecobonus avrebbe potuto garantire. Oggi l’Aula del Senato ha perso una grande occasione non avendo concesso nessun prolungamento del beneficio e quindi di fatto rinviando a fine anno una nuova inevitabile discussione. Con la proroga del beneficio solamente di sei mesi, fino al 31 dicembre 2013, abbiamo perso l’opportunità di intervenire in maniera programmata e stabile per rilanciare la domanda interna e tutte le attività produttive, che vieppiù nell’esame del provvedimento hanno espresso in modo condiviso la necessità di favorire la possibilità di programmare gli investimenti. Inoltre abbiamo privato i cittadini della possibilità di impiegare al meglio i propri oneri fiscali in interventi di efficientamento energetico che potrebbero determinare un risparmio annuo sulla bolletta dell’energia familiare del 30%. Intervenire oggi in questo modo, senza una visione strategica di prospettiva che ci porti almeno fino al 2020, produrrà scarsi effetti positivi, e ci costringerà inevitabilmente a breve a ridiscutere nuovamente su questo tema perché il Governo si renderà conto che è indispensabile. Non è possibile proseguire con una politica energetica del “giorno per giorno” in assenza di un coordinato e aggiornato piano energetico nazionale fermo al 1981. Che questi avvenimenti siano solo gli ultimi di una lunga serie in cui interessi economici delle multinazionali del petrolio non consentono di adeguare questo indispensabile strumento all’attualità dei giorni nostri come tutti gli stati civili del resto del mondo stanno facendo.”