• Articolo San Francisco, 15 novembre 2012
  • Un prototipo dai risvolti interessanti

    GM e ABB illuminano le case con le batterie per auto

  • Assemblando 5 batterie per auto ABB e GM hanno dato vita ad una unità di immagazzinamento in grado di fornire energia a 5 case americane per due ore

(Rinnovabili.it) – GM e ABB sono riuscite a dimostrare che le batterie delle automobili possono rappresentare anche un utile strumento domestico. Dall’accordo tra le società è infatti nato un prototipo di unità di immagazzinamento che a breve verrà testato sulla rete elettrica. Assemblando 5 batterie di una Chevrolet Volt in un’unità modulare è stato realizzato un dispositivo in grado di fornire due ore di energia elettrica da utilizzare per soddisfare i bisogni di 3/5 abitazioni medie americane.

 

“Oggi abbiamo mostrato come questo concetto di  ricerca si stia trasformando molto velocemente in realtà” ha dichiarato Allen Burchett, senior vice president del Business Development in Nord America di ABB, “Il sistema ABB-GM Volt battery costituisce il primo esempio al mondo di riutilizzo di batterie per veicoli elettrici come energia di riserva a uso domestico e commerciale. Lo installeremo presto in rete una volta completata la valutazione tecnica. Ciò ci permetterà di capire quali siano le  applicazioni smart grid  possibili, come energia di riserva, riduzione dei costi di energia, rafforzamento del sistema di distribuzione delle utility e stoccaggio del surplus derivante da energie rinnovabili”.

 

Durante la presentazione il prototipo è stato in grado di erogare 25 kW di potenza e 50 kWh di energia per alimentare tutte le luci di supporto e le apparecchiature audio visive in una struttura “off-grid” usata ad hoc per l’occasione.

 

“Lo sviluppo delle batterie GM copre tutto l’intero ciclo di vita delle stesse, compreso il secondo utilizzo” ha dichiarato Pablo Valencia, senior manager di GM per la gestione dell’intero ciclo di utilizzo delle batterie.” Accade spesso infatti che le batterie sostituite siano stati utilizzate solo per il 30% della loro carica, in questo modo la carica residua può essere riutilizzata “in altre applicazioni come quella di energizzare una struttura prima che la batteria venga riciclata” ha concluso Valencia.