• Articolo Washington, 12 luglio 2012
  • Un programma delle Nazioni Unite

    L’Onu conferma il successo del programma ‘taglia CO2’

  • Nuove domande per ottenere finanziamenti destinati a progetti per la riduzione delle emissioni inquinanti sono arrivate alle Nazioni Unite che confermano il ruolo del CDM

(Rinnovabili.it) – Arriva dalle Nazioni Unite la conferma dell’aumento delle richieste di nuovi finanziamenti da destinare a  progetti che interessano il taglio delle emissioni inquinanti.

Più di 40 sviluppatori appartenenti a 23 differenti nazioni hanno richiesto prestiti a tasso zero all’Onu per avviare 42 progetti destinati a ridurre il volume delle emissioni inquinanti. Lo schema di finanziamento, lanciato lo scorso aprile, è stato promosso per favorire il successo del Clean Development Mechanism (CDM) e ha visto chiudersi la prima tranche con numeri che già ne evidenziano il sicuro successo. All’inizio della settimana, infatti, le Nazioni Unite hanno dichiarato di aver ricevuto 22 domande relative a Programmi di Attività (PoA) che interessano principalmente la sostituzione di stufe da cucina e progetti di piccola scala per la produzione di biogas. Insieme a questi sono anche stati evidenziati 11 progetti su larga scala in diversi settori tecnologici compresi i trasporti, il metano e l’energia elettrica prodotta sfruttando energie rinnovabili soprattutto in Africa, oltre che in America Latina, Caraibi e Asia.

“La maggior parte delle applicazioni di prestito sono state assegnate ai paesi meno sviluppati (PMS),” ha dichiarato John Christensen, capo del United Nations Environment Programme (UNEP) Risoe Centre, che segue il sistema insieme con la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) e all’Ufficio delle Nazioni Unite per i Servizi ai Progetti (UNOPS).