• Articolo Bruxelles, 30 novembre 2012
  • Un fenomeno che colpisce 125 milioni di europei

    L’Ue si concentra sulla lotta alla fuel poverty

  • Famiglie costrette a non accendere i riscaldamenti per paura di non riuscire a pagare le bollette. Il presidente dell’EESC fa il punto della situazione e riporta l’attenzione sul problema

(Rinnovabili.it) – Continua l’impegno europeo in favore della lotta alla povertà energetica, battaglia combattuta stavolta con l’appoggio del presidente dell’EESC (European Economic and Social Committee).

L’Unione europea deve intensificare i propri sforzi per combattere la povertà energetica che colpisce un numero sempre crescente di cittadini dell’Unione europea” ha dichiarato Staffan Nilsson, Presidente del Comitato economico e sociale europeo (CESE) attribuendo gli aumenti dei prezzi dell’energia all’incompleta integrazione del mercato interno.

Nilsson ha specificato che nessun paese nell’UE è stato risparmiato dall’aumento dei prezzi dell’energia. In Lettonia, ad esempio, i costi sono aumentati del 27% nel mese di febbraio 2011, mentre in Francia il 42% delle famiglie ha dovuto ridurre il riscaldamento della propria casa per risparmiare sulla bolletta energetica durante lo scorso anno. In Germania ci si aspetta una crescita dei prezzi compresa tra il 10 e il 15% anche quest’anno.

 

Dal presidente dell’EESC l’appello affinchè l’Unione non ignori un problema che ha colpito fino a 125 milioni di persone e l’invito a procedere alla mappatura del problema per evidenziarne la diffusione e risolvere le criticità.

Allo stesso modo, Remo Sernagiotto, presidente di Elisan e Ministro per i Servizi Sociali della Regione Veneto ha chiesto all’UE e agli Stati membri di investire in tecnologie ad alta efficienza energetica e di adottare misure di risparmio energetico.

La riduzione del consumo eccessivo di energia negli edifici pubblici e nelle case private genererebbe infatti un risparmio energetico del 30-40% entro il 2020, ha sottolineato Sernagiotto aggiungendo “A breve termine questo aumenterebbe la coesione sociale riducendo la fuel poverty”.