• Articolo Londra, 23 maggio 2013
  • Negawatt: l’Uk punta al risparmio energetico

  • Incentivando le imprese che sceglieranno di spegnere i macchinari nel momento di picco della domanda energetica il Regno Unita punta a ridurre i consumi nazionali e i tassi di inquinamento

(Rinnovabili.it) – Il Dipartimento dell’Energia e del Cambiamento Climatico britannico (DECC) ha reso pubbliche le opzioni pensate per ridurre definitivamente la domanda di energia elettrica. Ed Davey, ministro per l’Energia e il Cambiamento Climatico ha detto che “vi è un notevole potenziale di aumento dei tassi di efficienza energetica nel Regno Unito, che secondo le ultime analisi potrebbe far raggiungere un risparmio economico di 2,3 miliardi fino al 2030, oltre ad abbassare gli importi delle bollette energetiche, ad agevolare la riduzione delle emissioni e a favorire la creazione di posti di lavoro”.

Le idee del DECC, la principale consiste nel finanziare le imprese secondo il meccanismo “negawatt”, sono state accolte con favore dall’EMA (Energy Management Alliance) che riunisce le aziende energetiche  leader del paese, i professionisti e gli organismi industriali riconoscendo le potenzialità salva-energia del settore britannico. L’EMA si trova infatti d’accordo anche con la proposta di modifica del Conto Energia effettuata per ottenere una riduzione permanente della domanda di energia elettrica.

Andrew Warren, direttore dell’Associazione per la conservazione dell’energia, ha detto: “Questo è un enorme trionfo. Per anni ogni studio obiettivo ha rivelato che spesso è molto più economico in termini strategici risparmiare energia elettrica di quanto lo sia generare elettricità”. Warren ha specificato inoltre che il nuovo approccio governativo incentrato sul risparmio energetico potrà aiutare notevolmente il paese a produrre minori quantitativi di energia inquinante favorendo attraverso i meccanismi di incentivazione i settori più ecologici.

Il negawatt ha già riscosso successo negli Stati Uniti, dove le imprese vengono finanziate allo scopo di far loro abbassare i consumi durante le ore di massima domanda e promuovendo interventi di efficientamento energetico. Come ricordato da Berker infatti rimane ad oggi più conveniente l’efficienza energetica piuttosto che la costruzione di sistemi di back up.