• Articolo Strasburgo, 15 giugno 2016
  • Nuova etichettatura energetica, primo sì dell’Europarlamento

  • La commissione Industria ha approvato la bozza della nuova normativa Ue sull’etichettatura energetica. Ok alla vecchia classificazione A-G, inserendo anche i dati sui consumi annuali

Nuova etichettatura energetica, primo sì dell’Europarlamento(Rinnovabili.it) – Etichette più semplici e leggibili che orientino facilmente i consumatori nella scelta. Questo il cuore del nuovo progetto normativo di etichettatura energetica approdato in Europarlamento. La proposta è stata approvata ieri in serata dalla Commissione Energia e Industria che ha così espresso il proprio parere in merito alla bozza elaborata dall’esecutivo.

 

Il testo – che dovrà ora essere votato in plenaria – introduce una severa semplificazione delle classi energetiche. Il motivo di questa scelta è che in alcuni settori merceologi si è verificato, nel tempo, un sovrappopolamento della classi alte (A+, A++, A+++) rendendo vana la classificazione energetica (basti pensare alla concentrazione di classi A in un campo come quello degli elettrodomestici).

I deputati propongono che le nuove etichette – la cui scala dovrebbe tornare ad essere da A a G eliminando i plus – siano introdotte entro cinque anni dalla entrata in vigore della Direttiva. Inoltre qualsiasi futura revisione della scala dovrebbe avere una validità di almeno 10 anni ed essere applicata quando il 25% dei prodotti venduti sul mercato comunitario rientrano nella classe di efficienza energetica  o quando il 50% rientra nella parte superiore delle due classi di efficienza energetica A + B.

Per ogni nuova revisione dell’etichettatura energetica, la classe A deve essere inizialmente vuota per accogliere i nuovi prodotti energeticamente migliorati e più efficienti. Il Parlamento ha affermato la necessità di tenere conto delle specificità dei singoli settori. Settori come il riscaldamento non vivono il sovrappopolamento delle classi più elevate.

Si mantiene una stabilità per i prossimi sei anni. Al sesto anno ci sarà un studio di fattibilità per vedere se c’è il sovrappopolamento. Se così fosse, sarà necessario procedere con il riscalaggio.

 

Infine l’etichetta dovrebbe contenere informazioni sui consumi espressi in kWh l’anno o su un altro periodo di tempo considerato rilevante. I venditori e distributori, dal canto loro, dovranno far riferimento alla classe degli elettrodomestici in ogni pubblicità riferita a uno specifico prodotto.

“Abbiamo rivisto la bozza iniziale con il Consiglio europeo e il nostro Governo e con i vari Europarlamentari italiani, il cui ruolo è stato fondamentale. L’Italia ha fatto da guida con il coinvolgimento di varie aziende. – dichiara Alberto Montanini, Presidente Assotermica/ANIMA Il Parlamento ha saputo accogliere le proposte del settore per promuovere tutte le soluzioni di efficienza energetica. Si tratta di un riconoscimento della specificità degli apparecchi rappresentati da Assotermica. L’etichetta energetica per noi è fondamentale. Se fosse stata approvata, la prima bozza avrebbe cancellato in un sol colpo tutti gli sforzi fatti per raggiungere un equilibrio tra informazione al consumatore, sviluppo dell’innovazione e protezione degli investimenti. Ora possiamo sfruttare questi anni di stabilità per far capire meglio anche quali sono gli obiettivi dell’etichetta, tenendo conto che per noi l’etichetta c’è da solo otto mesi ma il nostro settore pesa per il 40% sui consumi europei”.

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