• Articolo Roma, 27 settembre 2017
  • L. Bilancio 2018: un nuovo ecobonus per l’edilizia

  • La legge di Bilancio rafforza la detrazione fiscale: nuove tipologie di interventi ammissibili e aliquote legate al risparmio energetico ottenuto

 nuovo ecobonus

 

Cosa cambia con il nuovo ecobonus 2018?

(Rinnovabili.it) – Un nuovo ecobonus che tenga conto anche degli impatti energetici ed ambientali degli interventi di riqualificazione edilizia. Per gli incentivi fiscali è tempo di rinnovamento e il governo cerca di perfezionare il tiro nella Legge di Bilancio 2018. Come preannunciato nella Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (DEF) 2017, la manovra dovrebbe ampliare lo spettro d’azione della detrazione IRPEF dedicata al retrofit energetico degli immobili.

Le prime conferme arrivano in questi giorni dal ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. Intervenuto in apertura del Cersaie, Galletti ha anticipato le principali novità su cui il Ministero dello Sviluppo Economico sta lavorando. Si parla innanzitutto di un’estensione dell’incentivo fiscale ad una nuova tipologia di interventi, dai lavori su balconi e giardini condominiali alla rimozione dell’amianto sui tetti.

 

Entrambe le misure erano state chieste dalla Commissione Ambiente alla Camera, nel documento d’approvazione del DEF 2017. Nel dettaglio i deputati avevano chiesto che si prevedesse una detrazione fiscale del 50 per cento per le spese relative ad interventi di carattere straordinario effettuati sulle pertinenze di fabbricati di qualsiasi tipo già esistenti, riguardanti la sistemazione a verde di aree scoperte di pertinenza delle unità immobiliari.

 

Elementi confermati, in linea di massima, dal ministro dell’Ambiente che ha anche spiegato come il nuovo ecobonus punterebbe a configurarsi sempre più come una ‘misura ecologica’. Nella pratica questo significherà legare l’aliquota IRPEF all’impatto in termini di emissioni e risparmio energetico dei diversi interventi di riqualificazione.

 

“L’Ecobonus – ha affermato Galletti – è uno strumento che è servito molto, che ha permesso grandi investimenti nel settore dell’efficientamento energetico. Noi ci crediamo, continuiamo a crederci e vogliamo investire ancora di più in questo strumento”.

 

Una visione perfettamente condivisa dal ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio che, intervenendo ieri al convegno Ance “Ecobonus e sismabonus”, ha aggiunto “Se facciamo decollare queste misure cambiamo la storia del Paese”. Allargando il discorso anche agli incentivi fiscali per la sicurezza sismica, il ministro ha anticipato  che il Governo intende “mettere in totale detraibilità anche la diagnosi sismica degli edifici, migliorare il fatto che chi non ha tasse da scaricare possa cedere il suo credito ad altri intermediari finanziari, e […] unire sempre di più il bonus energetico a quello sismico in maniera da fare unici cantieri nei condomini”.

 

>>Leggi anche Rapporto ENEA: con gli ecobonus risparmiati 3,3 TWh/anno<<

 

Perché si tratta di misure importanti? Perché come spiega la stessa Ance, lo stock abitativo italiano – costituito da 12,2 milioni di edifici – è stato costruito per il 70 prima dell’emanazione delle norme antisismiche (1974) e sull’efficienza energetica (1976). Quasi la metà degli edifici italiani risale al periodo compreso tra il 1946 ed il 1981. “Tale patrimonio ha, dunque, ormai abbondantemente superato, in media, i 40 anni, soglia temporale oltre la quale si rendono indispensabili interventi di manutenzione, considerato anche che la prima norma sull’efficienza energetica in edilizia risale proprio a 40 anni fa e che ad oggi il fabbisogno termico medio degli edifici residenziali esistenti è circa quattro volte superiore alla media degli edifici costruiti secondo le recenti normative sull’efficienza energetica”.

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