• Articolo Islamabad, 17 maggio 2013
  • Da ieri è entrato in vigore il divieto negli uffici governativi

    Pakistan: condizionatori spenti contro la crisi energetica

  • Il primo ministro ha anche emesso un codice di abbigliamento estivo raccomandando abiti larghi e di colore chiaro per contribuire a combattere il caldo

(Rinnovabili.it) – Niente condizionatori o impianti di climatizzazione accesi negli uffici del governo pakistano nonostante la stagione calda (da marzo a giugno) sia caratterizzata da temperature soffocanti. A bandire uno degli elettrodomestici più richiesti per affrontare  la calura estiva è stato addirittura Mir Hazar Khan Khoso, il primo ministro del Pakistan. In una dichiarazione ufficiale il premier fa sapere d’aver deciso di vietare l’uso dell’aria condizionata per far fronte alla preoccupante carenza di energia, sia elettrica che del gas naturale, che il paese sta affrontando. In realtà negli ultimi 15 anni, il fabbisogno energetico pachistano è aumentato dell’80% creando una forbice negativa sempre più ampia tra domanda e offerta, costando dal 2006 un -2% di PIL annuo.

 

Per tagliare i consumi il governo vuol fare la propria parte. Da ieri è entrato in vigore il divieto per l’uso dei condizionatori negli uffici statali che continuerà fino a quando la situazione energetica non migliorerà. Il primo ministro ha anche emesso un codice di abbigliamento estivo, raccomandando di colore chiaro ed abiti larghi per contribuire a combattere il caldo. La messa al bando dei condizionatori infatti potrebbe essere ben più che una scomodità in un paese in cui  le temperature raggiungono spesso i 40 gradi Celsius.