• Articolo Roma, 8 luglio 2013
  • Lo ha comunicato Terna, lo ha sottolineato Greenpeace

    Produzione energetica: le rinnovabili toccano il 50,2%

  • Hanno prodotto il 50,2% dell’energia totale e soddisfatto il 44,3% della domanda. Le rinnovabili italiane a giugno hanno rafforzato la propria posizione facendo riflettere il comparto

A giugno le rinnovabili hanno prodotto il 50,2% dell'elettricità italiana(Rinnovabili.it) – La produzione energetica italiana di elettricità da fonti rinnovabili ha segnato un nuovo record. Lo ha messo in evidenza Terna, che ha calcolato come le fonti alternative abbiano contribuito alla generazione del 50,2% dell’elettricità prodotta a giugno coprendo il 44,3 per cento della domanda.

In un anno quindi la produzione green è passata dal 38,2% al 50,2 con i consumi in calo del 6,2%, segno di un’Italia che sta cambiando stile di vita.

 

Crolla la produzione termoelettrica (-16,3%) e diminuisce il consumo di carbone, mentre aumenta il contributo di idroelettrico (+37,9 per cento), eolico (+31,4 per cento) e fotovoltaico (+15,2 per cento).

“L’evoluzione è chiarissima. Avanzano le fonti rinnovabili e arretrano le fossili. Viene da chiedersi se la politica ne sia al corrente” afferma Andrea Boraschi, responsabile dalla campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia. “Mentre la generazione di energia pulita – che fa risparmiare sull’import di fonti fossili, crea lavoro e azzera le emissioni inquinanti – è oramai in grado di dare un contributo essenziale al fabbisogno del Paese, da più parti giungono segnali inquietanti, di fondi a pioggia per premiare produzioni vecchie e inefficienti, sempre più incapaci di tenere il mercato”.

 

Quello che fa riflettere è l’intenzione del Ministero per lo Sviluppo Economico di sovvenzionare il termoelettrico italiano con 400-500 milioni l’anno per i prossimi 3 anni portando poi il contributo a 1,5-2 mld nel 2017. Una scelta che fa riflettere, visto il successo delle rinnovabili, quella di aiutare una fonte sporca a riguadagnare parte del mercato energetico. “Abbiamo l’occasione storica di lasciarci alle spalle le fonti più sporche e inquinanti, a partire dal carbone che appare economicamente conveniente solo perché il sistema ETS (Emission Trading Scheme), in Europa, continua a non funzionare. Già oggi le rinnovabili fanno risparmiare al Paese 8-10 miliardi di mancate importazioni fossili. Cosa aspettiamo a imboccare senza esitazioni la strada della rivoluzione energetica, come altri Paesi stanno già facendo?” conclude Boraschi.