• Articolo Roma, 15 ottobre 2015
  • Certificati bianchi, approvata la risoluzione Scalia

  • La Commissione Industria del Senato ha concluso l’esame dell’affare sull’aggiornamento delle linee guida in materia di TEE

Riforma Certificati bianchi, approvata la risoluzione Scalia

 

(Rinnovabili.it) – Il processo di riforma dei Certificati Bianchi prosegue. Dopo la breve serie di documenti acquisiti e audizioni informali, la Commissione industria del Senato ha concluso l’esame dell’affare sull’aggiornamento delle linee guida in materia di titoli d’efficienza energetica. In data 24 ottobre, la Commissione ha approvato la risoluzione proposta dal relatore Scalia in cui sono accolte alcune delle indicazioni ricevute nel giro di audizioni, a partire dalla richiesta di includere ulteriori categorie di intervento nell’ambito di applicazione del meccanismo dei certificati bianchi. Una mossa motivata dalla volontà di assicurare il sostegno a interventi di incremento dell’efficienza energetica a più elevata intensità di capitale, maggiore vita tecnica e maggiori ricadute in termini di riduzione dell’impatto ambientale come i settori idrico, dell’ICT, dei trasporti, del teleriscaldamento.

 

La risoluzione prevede anche di introdurre forme di corresponsabilità tra i soggetti ammessi al meccanismo dei certificati bianchi, in particolare laddove il presentatore del progetto (intermediario tecnico e/o commerciale) non coincida con il beneficiario ultimo dell’incentivo (cliente), e abbia un capitale sociale inferiore alla valorizzazione economica dei titoli riconosciuti: in particolare, si ritiene necessario che, soprattutto per gli interventi di maggiori dimensioni, sia accertata la solidità patrimoniale di entrambi i soggetti, i quali – se del caso – devono essere chiamati a rispondere in solido.

 

Inoltre si impegna il Governo ad adottare la revisione del cosiddetto “coefficiente tau” o “coefficiente di durabilità” secondo le linee indicate dalla prima ipotesi delineata dal documento del MISE. Questo coefficiente tiene in considerazione la differenza fra la vita utile reale di un intervento di efficienza energetica e il periodo di rilascio dei certificati bianchi. La risoluzione proposta dal senatore Scalia chiede al Governo di prevedere che “la vita tecnica dei beni oggetto di incentivazione sia al massimo pari a 15 anni e in ogni caso non superiore al periodo di ammortamento ordinario e sia poi considerata equivalente alla vita utile ai fini dell’incentivazione medesima, allo scopo di riconoscere i TEE sulla base dei risparmi effettivamente realizzati e rendicontati dai proponenti al GSE anno dopo anno nell’arco dell’intera vita tecnica, evitando ogni forma di anticipazione che incrementi il rischio per i consumatori di finanziare risparmi energetici non realizzati”.

4 Commenti

  1. Saverio
    Posted ottobre 30, 2015 at 6:27 pm

    Quale sarebbe la risoluzione del Senatore Scaglia? Mi sembra che le frasi indicate siano quelle contenute nel documento di consultazione proposto dal Mi.se. Il giornalista che ha scritto l’articolo, potrebbe rispondere?
    Grazie

    • stefania
      Posted ottobre 30, 2015 at 7:23 pm

      Il testo della risoluzione è linkato alla frase “risoluzione proposta dal relatore Scalia”, basta seguire il link (nel dettaglio vedere la voce Affari assegnati – atto 611 – SCALIA)

  2. Maurizio
    Posted novembre 5, 2015 at 11:15 am
  3. olivo ciccarelli
    Posted novembre 10, 2015 at 9:41 am

    la risoluzione “scalia” rappresenta un altro passo verso la definitiva morte dei Certificati Bianchi. L’Italia si è vantata tanto sull’efficienza energetica che ha prodotto con i certificati bianchi, ma la burocrazia degli apparati creati e la non considerazione che il sistema si rivolge alle Aziende e non al semplice cittadino (come ad esempio il conto termico) porterà inevitabilmente alla morte dei TEE. Un industria quando investe vorrebbe che il rientro dell’investimento avvennisse in pochi anni e non in 15 nella considerazione che i TEE rappresentano un contributo all’investimento. Teoricamente la risoluzione Scalia va bene ma praticamente è un appesantimento della procedura sia per chi la attua che per chi la controlla. Solo gli interventi più efficienti potranno essere perseguiti mentre quelli la cui efficienza è da posizionare ad un gradino inferiore non verranno presentati e si perderanno contributi importanti.

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