• Articolo Roma, 14 maggio 2013
  • L'indagine ISPO commissionata da ANIE Confindustria sulle famiglie italiane

    Italiani attenti al risparmio ma poco alle tecnologie

  • Per le famiglie italiane il risparmio energetico è raggiungibile solo tramite uno stile di vita sostenibile e l’impegno personale, ma le soluzioni tecnologiche da adottare a tal fine risultano ancora poco conosciute.

(Rinnovabili.it) – Gli italiani scelgono l’efficienza ed il risparmio energetico , indirizzandosi verso uno stile di vita sostenibile, ma stentano ancora a riconoscere e le soluzioni tecnologiche da adottare per perseguire questi obiettivi, ignorando buona parte delle innovazioni già oggi presenti sul mercato.

 

E’ questo il quadro emerso dall’indagine commissionata da ANIE Confindustria all’istituto demoscopico ISPO sulle famiglie italiane, presentato lo scorso venerdì. E’ la costante crescita del costo dell’energia il primo fattore d’interesse degli intervistati, che ha portato numerose famiglie a rendersi disponibili per modificare le proprie abitudini al fine di ridurre gli sprechi di energia, abbatterne i costi puntando al risparmio energetico.

 

“Le famiglie dimostrano ancora una conoscenza piuttosto contenuta o distorta del mercato, che ai loro occhi pare concentrarsi solo su alcune delle soluzioni per l’efficienza energetica oggi disponibili”, si legge nel report della ricerca.

Le tecnologie  maggiormente conosciute restano quelle legate alle fonti rinnovabili, prevalentemente solare ed eolico, mentre il risparmio energetico e l’efficienza sono interpretate soprattutto a partire dalla qualità e dalla Classe degli elettrodomestici.

 

“L’innovazione in campo energetico è da diversi anni una realtà consolidata sui mercati che, tra l’altro, vedono la nostra industria nazionale in prima linea e particolarmente competitiva – ha dichiarato Paolo Perino, Vice Presidente di Federcostruzioni – Recenti ricerche attestano che adottando soluzioni più avanzate i benefici ascrivibili alle tecnologie Anie, valutati al 2016, si tradurrebbero in circa 41 Mt di CO2 non emessi in atmosfera (con risparmi pari a 7 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio), un effetto paragonabile all’eliminazione di quasi 10 milioni di automobili dalle strade italiane”.

 

Il costo percepito dell’energia e l’atteggiamento verso il risparmio energetico

 

Dall’indagine ISPO emerge che quasi la totalità degli intervistati ha percepito un netto aumento , nell’ultimo anno, delle bollette energetiche. A partire da questo dato ben l’87% del campione intervistato ha espresso la propria consapevolezza nell’importanza del contributo personale e nelle azioni singole, per il raggiungimento di risultati significativi di risparmio energetico e riduzione degli sprechi.


Gli accorgimenti più diffusi sono:

 

  • Utilizzo di lampade a risparmio energetico per l’80%;
  • Pulizia e manutenzione della caldaia per il 76%;
  • Usare lavatrici o lavastoviglie a temperature basse per il 71%;
  • Contenere i consumi di acqua calda per il 67%;
  • Mantenere d’inverno la temperatura entro i 20 gradi per il 66%.

 

Inoltre molti associano ad uno stile di vita  sostenibile anche l’acquisto di prodotti efficienti dal punto di vista energetico, specie elettrodomestici (72%) o climatizzatori a minor consumo (46%).

Ancora qualche resistenza in tema di fonti rinnovabili, dove il solare va per la maggiore con una percentuale del 78% di intervistati che afferma di “sapere bene di cosa si tratta”, seguito dall’eolico ben noto al 73%, mentre solo una minoranza dichiara di conoscere bene l’energia idroelettrica (45%), la geotermia (28%), le biomasse (28%) e l’energia prodotta da onde e maree (24%).

 

 

Livello di informazione e atteggiamenti verso i temi della sicurezza e del comfort abitativo

 

Una parentesi controversa quella della sicurezza degli impianti, ben nota alla metà degli intervistati soprattutto per quanto riguarda la Dichiarazione di Conformità, che però affermano di essere a conoscenza dell’inadeguatezza del proprio impianto domestico, per la mancanza di requisiti essenziali come l’interruttore salvavita, la messa a terra, l’installazione a regola d’arte da parte di personale qualificato, un’età non superiore ai 15 anni e il controllo periodico del funzionamento.

 

Quest’atteggiamento si spiega nelle risposte successive degli intervistati che, per la maggior parte (82%), interpretano la Dichiarazione di Conformità come un mezzo indispensabile per il risparmio energetico, ma che per il 60% degli stessi risulta solo una perdita di tempo burocratico in più.

 

Nonostante una conoscenza piuttosto ridotta della Domotica gli intervistati si sono dimostrati complessivamente ben disposti nei confronti di questa tecnologia, apprezzandone i vantaggi soprattutto per quanto riguarda il risparmio energetico e la riduzione dei costi delle abitazioni e la sicurezza (sistemi di allarme che segnalano perdite d’acqua o fughe di gas, dispositivi di spegnimento automatico elettrodomestici. la della termoregolazione differenziata degli ambienti in base al reale utilizzo, i dispositivi in grado di gestire varie funzioni quando si è fuori casa).

 

“L’efficienza energetica, l’interconnessione, la sicurezza – ha commentato Claudio Andrea Gemme, Presidente di Anie – sono parole di cui spesso si abusa, ma che nel caso del comparto Anie rappresentano il futuro prossimo. Gli italiani da un lato si sono dimostrati aperti verso la cultura della sostenibilità che le tecnologie possono apportare, dall’altro disponibili a investire, nonostante la crisi, laddove il ritorno economico avvenga in tempi contenuti, tra i 3 e i 5 anni. Questo significa che dal punto di vista culturale c’è molto terreno su cui lavorare. Anie, “la casa delle tecnologie”, continua il suo impegno anche su questo fronte”.