• Articolo Bruxelles, 27 giugno 2012
  • Un invito rivolto al dipartimento Energia della Commissione europea

    UE: smart grid attive dal 2015?

  • Da Bruxelles Marco Signa, Energy Strategy senior manager di Whirlpool e direttore del Ceced Europa, ha cercato di riportare all’attenzione sulla necessità di smart grid

(Rinnovabili.it) – C’è bisogno di una normativa comunitaria per favorire lo sviluppo delle smart grid. Questo quanto annunciato oggi a Bruxelles da Marco Signa, Energy Strategy senior manager di Whirlpool e direttore del Ceced Europa (l’associazione europea di produttori di apparecchi domestici e professionali) che ha dichiarato “La tecnologia c’è, gli utenti potenziali sono in crescita: l’obiettivo è la piena operatività nel 2015”.

Oltre alla governance e ad una moneta unica all’Europa servono delle regole condivise per la realizzazione di infrastrutture intelligenti per ottenere un risparmio energetico sempre più ampio che garantisca alle famiglie anche una riduzione dell’importo della bolletta energetica con la prospettiva di un guadagno del 10%.

“La tecnologia industriale è a uno stadio avanzato, molti utenti (in Italia il 60%, in Inghilterra l’80%, in Scandinavia oltre il 90%) sarebbero già in condizione di dialogare con le reti intelligenti tramite tablet, smartphone o connessione wi-fi; il nodo è prevedere, a livello di Unione, una pluralità di tariffe, quindi un mercato dell’energia realmente aperto e flessibile, che renda conveniente per tutti, utenti finali e gestori, le smart grid. E l’obiettivo, possibile, è arrivarci nel 2015” – spiega Marco Signa, Energy Strategy senior manager di Whirlpoool Emea. “O le smart grid diventano un vantaggio per tutti o non potranno mai svilupparsi appieno – prosegue Signa–; per questo, a livello europeo, bisogna trovare soluzioni condivise che facilitino lo sviluppo delle reti. Sul mercato dell’energia questa esigenza si traduce in una significativa differenziazione tariffaria, condizione essenziale per rendere convenienti le smart grid. Convenienti per l’utente finale, che deve essere incentivato a cambiare le proprie abitudini nell’utilizzo degli elettrodomestici a fronte di benefici di risparmio, e convenienti per i gestori della rete elettrica, che in questo modo potranno cercare di spostare i consumi in caso di un surplus di produzione energetica – e penso all’energia da fonti rinnovabili che va sprecata perché non supportata dalla rete o ridurne i picchi, ottimizzando la produzione di energia, quindi preferendo le centrali più efficienti”.

Aumentare la connettività degli elettrodomestici dovrà quindi servire all’utente per capire meglio il livello di consumi registrato e non avere sorprese in bolletta, il tutto senza complicare l’utilizzo dei dispositivi ma semplicemente mettendo a disposizione di utenti internet, per mezzo sia di tablet che di smart phone, un’interfaccia che li colleghi alla rete. “La connettività rappresenta uno dei filoni più importanti dell’innovazione” conclude Signa.