• Articolo Roma, 22 giugno 2015
  • La graduatoria stilata da Avvenia

    L’Umbria e la corsa alla white economy

  • Umbria, Trentino Alto Adige, Abruzzo, Lombardia e Sardegna sono nella top 5 della propensione all’efficientamento energetico

L’Umbria e la corsa alla white economy

 

(Rinnovabili.it) – Viene chiama «white economy» (economia bianca) e indica quel ramo dell’economia basato sul mercato generato dall‘efficienza energetica, verso cui si stanno concentrando un numero di investimenti sempre maggiori. A fare il punto della situazione per capire quali territori italiani siano più avanti e quali più indietro su questo fronte, è oggi Avvenia che ha calcolato l’«indice di propensione all’efficientamento energetico» delle aziende nelle diverse regioni d’Italia.

 

Si scopre così che l’efficienza energetica esercita un appeal maggiore in Umbria: qui infatti  si registra il numero più alto di imprese attente alle tecnologie di efficientamento, con un indice di propensione del 46,2%.  La graduatoria premia anche il Trentino Alto Adige, secondo con un indice del 42,9% e l’Abruzzo che si è conquistato un meritato terzo posto grazie al suo 40,7%. Seguono poi nella top five regionale Lombardia e Sardegna con aliquote rispettivamente del 39,6% e del 38,5%.

«Ormai la “white economy” rappresenta un asset centrale per la competitività di tutto il nostro sistema produttivo e questo trova piena conferma nella maggiore presenza sui mercati internazionali delle imprese italiane che puntano sull’efficientamento energetico» commenta l’ingegner Giovanni Campaniello, fondatore e amministratore unico di Avvenia, azienda che ha sempre dimostrato una particolare attenzione nell’interpretare la «white economy» come una leva per le aziende italiane.

 

Più indietro troviamo invece il Lazio, al sesto posto con un indice di propensione all’efficientamento energetico del 37,9%, seguito da Calabria (37,5%), Veneto (37,2%), Molise (36,3%) e Puglia (35,2%). Le regioni con le minori propensioni all’efficientamento energetico sono oggi Liguria (24,2%), Toscana (26,3%), Piemonte (26,4%) e Basilicata (27,5%). Ma anche in queste regioni per un’impresa su quattro l’«economia bianca» è un fattore chiave per sostenere un nuovo modello di sviluppo nell’ambito dell’intero sistema imprenditoriale italiano, fondato su valori come qualità, innovazione ed efficienza energetica.

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