• Articolo Londra, 26 aprile 2012
  • Pubblicato il rapporto Tracking Clean Energy Progress

    Un futuro ad energia sostenibile? Ecco gli errori da evitare

  • La IEA dimostra come le “clean tech” – dai veicoli elettrici per le reti intelligenti – possano fare la differenza decisiva per conseguire l’obiettivo di limitare l’aumento della temperatura globale a 2 °C

(Rinnovabili.it) – Mentre i progressi compiuti nel campo delle energie rinnovabili avanzano spediti, la stessa velocità non caratterizza invece la distribuzione a livello mondiale della maggior parte delle tecnologie pulite. A sostenerlo è oggi l’Agenzia internazionale dell’energia (IEA) nella sua ultima relazione presentata a ministri e capi di governo di quelle nazioni che rappresentano i quattro quinti della domanda globale di energia. Il report, Monitorare i progressi dell’energia pulita, evidenzia i rapidi passi avanti di alcune tecnologie rinnovabili, come nel caso del fotovoltaico domestico e degli impianti eolici sulla terra ferma. Il dato è sostenuto da numeri tutti in positivo: l’eolico on-shore ha assistito ad una crescita media annua negli ultimi dieci anni del 27%, mentre il solare ha raggiunto un buon più 42%, pur partendo da una potenza iniziale molto ridotta. Ancora più impressionante, in alcuni paesi, è la riduzione del 75% dei costi di sistema per il fotovoltaico ottenuta nell’arco di soli tre anni, a riprova che un rapido “cambiamento tecnologico” è oggi possibile.

Purtroppo, però, dall’altro lato la relazione sottolinea come le tecnologie energetiche più pulite non siano ancora sulla buona strada per fornire il contributo richiesto alla riduzione di anidride carbonica e quindi fornire un sistema energetico più sicuro. “Abbiamo una responsabilità ed un’occasione d’oro per agire”, ha dichiarato Richard H Jones, IEA Deputy Executive Director Ambassador. “Le emissioni di CO2 legate all’energia sono ai massimi storici; nel quadro delle politiche attuali, si stima che il consumo energetico e le emissioni andrebbero sicuramente incontro ad un aumento di un terzo entro il 2020, e quasi il doppio entro il 2050. Questo probabilmente spedirebbe le temperature globali oltre un aumento di 6 °C. Un simile risultato destinerebbe le future generazioni a dover fare i conti con notevoli difficoltà economiche, ambientali ed energetiche; un’eredità che, sono convinto, nessuno di noi vuole lasciare”.

La relazione, che l’ambasciatore Jones ha presentato alla terza Clean Energy Ministerial (CEM) a Londra, sollecita un’azione politica aggressiva per sfruttare appieno i vantaggi offerti dalle tecnologie energetiche pulite. Il report offre tre grandi raccomandazioni politiche per cambiare questo status quo chiedendo innanzitutto di livellare il campo di gioco per le tecnologie energetiche pulite. Ciò significa assicurare che i prezzi dell’energia riflettano il “costo reale”. In secondo luogo, suggerisce di liberare il potenziale dell’efficienza energetica, il “carburante nascosto” del futuro, e di accelerare l’innovazione e il sostegno pubblico al settore ricerca, sviluppo e dimostrazione.