• Articolo Roma, 9 gennaio 2019
  • MiSE: pronto l’Emendamento blocca trivelle al Dl Semplificazioni

  • Prevista la sospensione dei permessi di prospezione e di ricerca già rilasciati, in attesa del “Piano per la Transizione Energetica Sostenibile delle Aree Idonee”

emendamento blocca trivelle

 

L’Emendamento blocca trivelle prevede l’introduzione del Piano per la Transizione Energetica Sostenibile delle Aree Idonee

(Rinnovabili.it) – “Si è concluso il lavoro del Governo sull’emendamento al Decreto Semplificazione in cui si afferma che «le attività upstream non rivestono carattere strategico e di pubblica utilità, urgenza e indifferibilità»”. Così Davide Crippa, sottosegretario alla Sviluppo economico con delega all’energia, annuncia la messa a punto dell’emendamento blocca trivelle. La norma era stata ventilata dal governo fin dalle prime polemiche sulle nuove concessioni petrolifere che hanno riacceso il dibattito italiano sulle attività di ricerca e coltivazioni di idrocarburi nelle acque mediterranee.

 

La proposta di modifica sarà presentata al ddl di conversione del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, recante “Disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione” e, tramite una breve nota stampa, Crippa ne anticipa i contenuti. Punto chiave del nuovo emendamento blocca trivelle l’introduzione del Piano per la Transizione Energetica Sostenibile delle Aree Idonee (PTESAI), che individuerà sul territorio italiano le zone idonee e quelle non, sul fronte della ricerca e sfruttamento degli idrocarburi. Si tratta di uno strumento, chiarisce il sottosegretario al MiSE, in programma già da tempo, che richiederà la piena condivisione da parte di Regioni, Province ed Enti Locali. E che comporterà anche la rideterminazione di alcuni canoni concessori.

 

Ma l’elemento più interessante è ciò precede il PTESAI. Fino all’approvazione del Piano, l’emendamento blocca trivelle prevede la sospensione dei permessi di prospezione e di ricerca già rilasciati e dei procedimenti per il rilascio di nuovi permessi di prospezione, ricerca o coltivazione di idrocarburi, con un termine massimo di tre anni. “Grazie a tale moratoria, – ha aggiunto Crippa – sarà impedito il rilascio di circa 36 titoli attualmente pendenti compresi i tre permessi rilasciati nel mar Ionio”. L’obiettivo, recita la nota stampa, è assicurare la piena sostenibilità ambientale, sociale ed economica del territorio nazionale.

Gli ambientalisti hanno accolto positivamente la notizia ma hanno sottolineato come i 3 anni di sospensione debbano servire ad andare al cuore del problema, ossia smontare l’apparato normativo del decreto Sblocca Italia che favorisce le trivellazioni. Commmenta il WWF: “Se confermata la moratoria può essere un primo chiaro segnale sulla strada della decarbonizzazione e per la tutela del Mediterraneo, sottoposto all’inquinamento da petrolio (si stima che ogni anno vengano riversate nel nostro mare 600mila tonnellate di petrolio)”.

 

La proposta di modifica sarà discussa nei prossimi giorni in Commissioni riunite Affari Costituzionali e Lavori Pubblici, Comunicazioni.

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