• Articolo Roma, 2 aprile 2019
  • Il buon record dell’Italia: tra i primi Paesi UE per energia low carbon

  • L’elevata quota di gas e l’ampio contributo di rinnovabili rendono l’elettricità italiana tra le meno inquinanti dell’Unione. I dati nel rapporto ISPRA

energia low carbon

 

Italia davanti a Germania, Francia e UK per l’energia low carbon

(Rinnovabili.it) – Quando si parla di elettricità, l’Italia può sventolare con orgoglio la bandiera dell’energia low carbon. Nonostante il Paese sia lontano dalle performance record degli anni passati (nel 2014 le rinnovabili coprirono il 43,1% della produzione lorda nazionale) e i consumi energetici siano in netta ripresa, ancora oggi può considerarsi una delle nazioni più virtuose dell’Unione europea sul fronte elettrico. A confermarlo è l’ISPRA nel suo “Fattori di emissione atmosferica di gas a effetto serra nel settore elettrico nazionale e nei principali Paesi Europei“.

Il documento, presentato stamane a Roma, esamina le caratteristiche dei parchi elettrici nei principali Paesi Europei in relazione al mix di fonti utilizzate, all’efficienza di trasformazione e ai fattori di emissione di gas serra.

Il risultato? Nel 2017 (anno di riferimento per lo studio) l’Italia era seconda tra i grandi Stati membri sia per produzione di rinnovabili che bassa quota di CO2 associata alla generazione termoelettrica. Meglio del Belpaese riesce a fare solo la Svezia.

 

Le nazioni con cui ci siamo confrontati – spiega l’Istituto in una nota stampa – sono Germania, Francia, Regno Unito, Spagna, Polonia e Svezia che, insieme all’Italia, rappresentavano nel 2010 il 75% della produzione elettrica lorda e quasi il 70% delle emissioni da produzione elettrica dei 28 Stati Membri dell’Unione Europea”. 

In questo contesto le rinnovabili nazionali fanno ancora un’ottima figura. Nel 2017 la produzione elettrica da fer, al netto della quota dei pompaggi, è stata pari al 35,1% della produzione nazionale, dato su cui si riflette a pieno la contrazione dell’apporto idroelettrico. Ma nonostante l’importante flessione subita negli ultimi anni, se si esclude la Svezia, la quota di energia elettrica da fonti rinnovabili in Italia resta la più elevata tra i principali Paesi UE. Contestualmente il mix nazionale di combustibili utilizzati per la produzione elettrica presenta la quota di gas naturale più elevata tra i principali Paesi Europei, pari al 47,4% e una delle fette più contenute di uso dei combustibili solidi (11%).

 

>>Leggi anche Soldi pubblici alle fonti fossili: così in Italia paghiamo 18,8mld l’anno<<

 

Traducendo questi dati in contributo emissivo, scopriamo come la produzione elettrica italiana di origine termica sia al 22° posto nell’Unione, grazie ad una delle maggiori quote di energia low carbon (tra i più grandi produttori elettrici siamo secondi solo alla Svezia).

 Il rapporto riporta anche altri due dati  interessanti: la quota di consumi ausiliari nazionali (ossia i consumi delle utenze elettriche funzionali alla produzione di energia elettrica) e quella di perdite di rete rispetto all’energia disponibile sono sempre state inferiori alla media dei 28 Paesi Europei.

 

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