• Articolo Roma, 7 giugno 2012
  • Si è tenuto ieri il convegno Anev

    Anev: “L’eolico è la fonte più pulita che c’è “

  • Mentre durante la Conferenza Unificata era in ballo la decisione delle regioni i dibattiti nel corso del convegno Anev hanno ricordato non solo l’importanza dell’eolico, ma delle rinnovabili in genere, per lo sviluppo del paese

(Rinnovabili.it) – “Un anno è passato ma nulla è cambiato”. Si sono aperti con le parole di Simone Togni, presidente dell’Associazione per l’energia del vento Anev,  i lavori del convegno tenutosi ieri a Roma intitolato “Non c’è vento da perdere”.

“Nel convegno di un anno fa chiedevamo al governo di dare attuazione alla direttiva comunitaria, oggi ancora stiamo aspettando questi provvedimenti che potrebbero consentire di sviluppare questa fonte di energia pulita fino al raggiungimento degli obiettivi comunitari che prevedono di raddoppiare l’attuale produzione con altri 13 mila megawatt” ha spiegato il presidente dell’Associazione quando ancora non stata confermata l’accettazione, nel corso della conferenza Stato-Regioni, delle modifiche al V Conto energia e al decreto riguardanti le FER elettriche.

Ribadendo il ruolo fondamentale dell’eolico nel mix energetico nazionale Togni ha commentato “Solo con l’eolico in Italia si risparmierebbero 19 milioni di tonnellate di CO2 l’anno fino al 2020 e si darebbe lavoro a 67 mila persone, si risparmierebbero 38 milioni di barili di petrolio l’anno. Oggi siamo solo alla metà di questo obiettivo. […] L’eolico è la sorgente di energia più pulita e la più matura. L’84 per cento degli italiani sono favorevoli all’eolico, questo dato fu presentato l’anno scorso da Mannheimer. Quest’anno l’indice di gradimento è arrivato al 90%. Dobbiamo convincere gli altri?” ha ribadito il presidente. Sottolineando l’importanza in un momento storico segnato dalla crisi economica e da un costante aumento della domanda energetica, di incentivare un settore energetico green come l’eolico. A rafforzare questa richiesta anche l’intervento di Giuseppe Leo Guizzi, docente della facoltà di ingegneria all’Università di Tor Vergata. “Se guardiamo nella storia umana, l’umanità fino ad inizio del Settecento ha avuto, oltre il vento, solo la muscolatura umana, animale e l’idraulica come fonte di energia” ha commentato Guizzi.

Ma un problema, evidenziato da Antonio Cammisecra, responsabile Italia-Hydro, Wind and Solar di Enel Green Power, sta  crescendo di pari passo con l’avanzamento dei settori R&S “La tecnologia è evoluta negli anni, i tempi delle autorizzazioni sono lenti. Quindi quando si applica una tecnologia questa ha sempre un livello inferiore al momento attuale in cui viene realizzata. L’eolico deve vincere questa battaglia della programmabilità.”

Ma fortunatamente il mercato mondiale ha ottenuto successi superiori alle aspettative a livello mondiale.  “La crescita deve avanzare alla media di mille mega watt ogni anno. Per questo alla politica e ai governi che si succedono chiediamo un impegno serio” ha precisato Edoardo Zanchini, Vice Presidente di Legambiente ricordando l’importanza della collaborazione con Anev.